
Scatta la nuova stretta commerciale degli Stati Uniti. Sono entrati in vigore i dazi decisi dall'amministrazione di Donald Trump nei confronti di numerosi partner internazionali, compresi alcuni europei, con aliquote comprese tra il 10 e il 12,5%.
Le nuove tariffe prendono il posto delle misure temporanee al 10% che erano state introdotte dopo l'annullamento, da parte della Corte Suprema, dei precedenti dazi voluti dalla Casa Bianca. Restano invece esclusi dal nuovo meccanismo i prodotti già sottoposti a specifiche tariffe settoriali.
L'amministrazione americana prosegue così sulla linea protezionistica adottata in materia di commercio internazionale, questa volta collegando direttamente le misure alle condizioni dei lavoratori nelle catene produttive globali.

Nel complesso la misura interessa 60 partner degli Stati Uniti e, secondo i dati diffusi dall'Ufficio del rappresentante commerciale americano, riguarda Paesi che insieme rappresentano il 99,4% del commercio statunitense.
Alla base del provvedimento ci sono le contestazioni rivolte alle nazioni che, secondo Washington, non avrebbero adottato iniziative sufficienti per contrastare l'impiego del lavoro forzato nelle catene commerciali legate al mercato americano.
La Casa Bianca rivendica la portata dell'operazione. Un alto funzionario dell'amministrazione Trump l'ha definita la più vasta iniziativa internazionale mai intrapresa dagli Stati Uniti sul fronte della tutela dei diritti dei lavoratori.
Da Bruxelles è arrivata la prima reazione della Commissione europea, che ha preso atto delle misure adottate dagli Stati Uniti nell'ambito dell'indagine prevista dalla Sezione 301.

L'Unione europea considera positivamente il fatto che i nuovi provvedimenti risultino coerenti con gli impegni tariffari assunti da Washington nella dichiarazione congiunta sottoscritta con Bruxelles.
La Commissione sottolinea inoltre di aver già rispettato gli obblighi previsti dall'intesa e si aspetta ora lo stesso comportamento dagli Stati Uniti, anche nel caso di eventuali nuove misure derivanti da ulteriori indagini commerciali.
La decisione conferma dunque la volontà dell'amministrazione Trump di continuare a utilizzare le tariffe doganali come uno degli strumenti principali della propria politica economica e commerciale.
Per l'Europa l'attenzione resta alta soprattutto sulle prossime mosse di Washington e sull'applicazione degli accordi già raggiunti. L'obiettivo di Bruxelles è evitare che nuove iniziative unilaterali possano riaprire lo scontro commerciale transatlantico e avere ripercussioni sulle imprese e sulle esportazioni europee.
@Redazione Sintony News