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24 Luglio 2026

Mondiali 2026, l'ombra delle scommesse anomale: sette partite finiscono sotto osservazione

Sotto la lente anche due gare della Spagna e il controverso caso Balogun. Nessuna prova, al momento, di partite truccate

Un volume di scommesse stimato in 240 miliardi di dollari e una serie di movimenti anomali registrati durante alcune partite dei Mondiali 2026 accendono l'attenzione sull'integrità della competizione. Sette incontri hanno fatto scattare altrettanti alert, mentre quindici sono stati sottoposti a una sorveglianza rafforzata, in particolare nell'ultima giornata della fase a gironi.

A far emergere il caso è un rapporto del Copenhagen Group, organismo internazionale che opera nell'ambito del Consiglio d'Europa e si occupa del contrasto alla manipolazione delle competizioni sportive. Il documento completo non è stato ancora reso pubblico, ma una sintesi delle conclusioni evidenzia una serie di anomalie nei flussi delle scommesse che richiederebbero ulteriori approfondimenti.

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Il punto fondamentale, tuttavia, è che gli alert non rappresentano una prova dell'esistenza di combine. Le segnalazioni indicano un livello di rischio ritenuto sufficientemente significativo da giustificare ulteriori verifiche, sulla base di elementi come improvvise oscillazioni delle quote, movimenti insoliti di denaro, informazioni provenienti da fonti differenti e indicazioni raccolte anche attraverso i social network.

Complessivamente sono state controllate 104 gare, quindici delle quali sottoposte a particolare attenzione. Il sistema ha prodotto sette segnalazioni classificate con il cosiddetto "codice giallo" e ha portato all'analisi di dodici controversie considerate rilevanti sotto il profilo dell'integrità sportiva.

A rendere ancora più delicata la vicenda è la differenza tra quanto emerso dal rapporto e le precedenti comunicazioni della FIFA. La Federazione internazionale aveva infatti dichiarato che la propria Integrity Task Force, al lavoro anche con FBI e Interpol, non aveva individuato attività sospette o indicazioni concrete di possibili partite manipolate.

Il dossier del Copenhagen Group non smentisce necessariamente questa conclusione, perché non certifica l'esistenza di incontri truccati. Evidenzia però sette situazioni statisticamente anomale che, secondo i protocolli di monitoraggio, meritano ulteriori accertamenti.

Tra gli incontri citati figurano due gare disputate dalla Spagna campione del mondo.

La prima è il pareggio per 0-0 contro Capo Verde nella fase a gironi. Sulla piattaforma Polymarket sarebbero stati movimentati circa 4,8 milioni di dollari su un risultato negativo per la nazionale spagnola, considerando in questa categoria sia una sconfitta sia un pareggio.

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L'altro episodio riguarda il 4-0 della Roja contro l'Arabia Saudita. In questo caso l'attenzione si sarebbe concentrata sul lungo intervento del VAR relativo a una rete di Ferran Torres, con una revisione durata più di tre minuti e conclusa con l'annullamento del gol.

Circostanze che, prese singolarmente, non dimostrano alcuna irregolarità, ma che sono finite all'interno di un'analisi più ampia sui movimenti registrati nei mercati delle scommesse.

Nel rapporto compare anche l'espulsione del sudafricano Themba Zwane nella partita persa 2-0 contro il Messico, indicata tra i primi eventi ad aver fatto emergere comportamenti insoliti nei flussi delle puntate.

Ancora più particolare è il caso dell'attaccante statunitense Folarin Balogun. Espulso contro la Bosnia-Erzegovina nei sedicesimi di finale, il giocatore avrebbe dovuto saltare per squalifica il successivo ottavo contro il Belgio.

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Durante il periodo nel quale la sua assenza appariva praticamente certa, su Polymarket era stato però aperto un mercato nel quale si poteva scommettere proprio sulla sua presenza o meno nella partita successiva.

La situazione è cambiata il 5 luglio, quando il Comitato disciplinare della FIFA ha revocato la sanzione, consentendo al calciatore di tornare a disposizione. Proprio l'esistenza di scommesse su una circostanza che inizialmente sembrava già definita rappresenta uno degli elementi segnalati come meritevoli di attenzione.

A rendere ancora più rilevante il monitoraggio è la dimensione economica raggiunta dalle scommesse legate alla Coppa del Mondo. Il volume complessivo sarebbe arrivato a circa 240 miliardi di dollari, il doppio rispetto a quanto registrato durante Qatar 2022.

Una massa di denaro che aumenta inevitabilmente l'attenzione degli organismi internazionali sul rischio di match fixing e sulla necessità di individuare tempestivamente eventuali flussi sospetti.

Al momento, dunque, non ci sono elementi per affermare che le sette partite segnalate siano state truccate. Il dossier certifica invece l'esistenza di anomalie considerate abbastanza significative da richiedere ulteriori verifiche. Ed è proprio seguendo il denaro che gli organismi impegnati nella tutela dell'integrità sportiva proveranno ora a stabilire se dietro quelle coincidenze ci sia qualcosa di più.

 

@Redazione Sintony News