News

Attualità
23 Luglio 2026

Dessert con le formiche in un ristorante stellato: chef rischia carcere e maxi multa

L’indagine delle autorità sudcoreane dopo le foto pubblicate dai clienti sui social. Le formiche, vietate dalla normativa alimentare, sarebbero state utilizzate per anni in diversi piatti del menù degustazione
Immagini: pixabay.com

Un dessert impreziosito da formiche ha trasformato un’esperienza di alta cucina in un caso giudiziario. A Seoul, in Corea del Sud, uno chef di un ristorante insignito di due stelle Michelin è finito sotto inchiesta per aver utilizzato insetti non autorizzati nella preparazione di alcune portate. Per lui la Procura ha chiesto una condanna a un anno di reclusione e una multa di circa 11.750 euro.

La vicenda è emersa dopo che alcuni clienti hanno condiviso sui social network le immagini dei piatti serviti durante il percorso degustazione. Le fotografie hanno attirato l’attenzione del Ministero della Sicurezza Alimentare e Farmaceutica, che ha avviato un’indagine approfondita, estendendo i controlli anche alle recensioni pubblicate online negli ultimi anni.

Dagli accertamenti sarebbe emerso che il ristorante impiegava regolarmente formiche essiccate come elemento decorativo e gastronomico in diverse preparazioni, dai sorbetti ai primi piatti. Una pratica che viola la normativa sudcoreana: sebbene il consumo di alcune specie di insetti sia consentito, le formiche non rientrano tra quelle autorizzate per l’alimentazione.

Immagini: pixabay.com

Le verifiche avrebbero inoltre ricostruito un’importazione di circa 49 mila formiche provenienti da Stati Uniti e Thailandia nell’arco degli ultimi quattro anni. A rendere ancora più delicata la posizione dello chef sono stati i risultati delle analisi di laboratorio, che hanno evidenziato concentrazioni di metalli pesanti fino a 55 volte superiori ai livelli normalmente riscontrati negli insetti ammessi al consumo.

Lo chef ha sostenuto che le formiche rappresentavano soltanto una guarnizione facoltativa all’interno del menù degustazione di 15 portate e che i clienti potevano scegliere alternative come fiori edibili o aceto fermentato. Una spiegazione che, almeno finora, non ha convinto gli inquirenti, intenzionati a procedere nei suoi confronti.

Le autorità non hanno diffuso il nome del locale né quello del cuoco coinvolto. Tuttavia, il numero ristretto di ristoranti a Seoul insigniti di due stelle Michelin rende il caso particolarmente seguito dall’opinione pubblica e dagli appassionati di alta cucina.

 

 

 

 

@Redazione Sintony News