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22 Luglio 2026

Liste d’attesa, la Sardegna in affanno: tra le regioni con i tempi più lunghi per visite ed esami

Il report di Agenas fotografa un miglioramento a livello nazionale, ma l’Isola continua a inseguire. Solo il 64,1% delle prime visite e il 78,3% degli esami diagnostici vengono effettuati entro i tempi di garanzia

La situazione migliora in gran parte d’Italia, ma la Sardegna continua a scontare ritardi significativi nelle liste d’attesa della sanità pubblica. È quanto emerge dall’ultimo monitoraggio dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas), che analizza i tempi di erogazione di visite specialistiche ed esami diagnostici nel primo semestre del 2026.

A livello nazionale si registrano segnali incoraggianti: rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il Servizio sanitario ha garantito circa 1,6 milioni di prestazioni in più nei tempi previsti, con un miglioramento sia per le prime visite sia per gli accertamenti diagnostici. Tuttavia, il quadro cambia sensibilmente quando si osservano i dati regionali.

La Sardegna si colloca infatti nella parte bassa della classifica per le prime visite specialistiche. Nell’Isola solo il 64,1% delle prestazioni viene effettuato entro i tempi di garanzia, una percentuale nettamente inferiore alla media nazionale e distante dalle regioni più virtuose, come Basilicata, Marche e Veneto, dove il rispetto dei tempi supera il 90%.

Leggermente migliore, ma comunque sotto la media delle regioni più performanti, il dato relativo agli esami diagnostici. In Sardegna il 78,3% degli accertamenti viene eseguito nei tempi previsti, mentre Veneto, Campania, Basilicata e Marche superano il 90%.

Il report evidenzia come, nonostante i progressi registrati a livello nazionale grazie alle misure introdotte per ridurre le liste d’attesa, persistano profonde differenze territoriali. Un divario che continua a penalizzare anche i cittadini sardi, costretti spesso ad attendere più del previsto per ottenere visite ed esami.

Le notizie positive arrivano soprattutto dalle prestazioni più urgenti. In tutta Italia cresce infatti il numero di visite effettuate entro i tre giorni previsti per le priorità più elevate, così come migliorano i tempi per gli esami diagnostici urgenti e per quelli classificati come “brevi”, da eseguire entro dieci giorni.

Restano però le criticità per le prestazioni programmate. Secondo Agenas, nei primi sei mesi dell’anno oltre 2,8 milioni di italiani hanno dovuto attendere oltre i tempi stabiliti per una visita o un esame. In alcuni casi, soprattutto per le prestazioni programmabili, l’attesa supera addirittura i 300 giorni.

Per il direttore generale di Agenas, Angelo Tanese, il sistema sta mostrando segnali di recupero grazie a strumenti di monitoraggio più efficaci e a una maggiore collaborazione con le Regioni. Anche il ministro della Salute Orazio Schillaci ha sottolineato i progressi compiuti, pur riconoscendo che resta ancora forte la disparità tra i diversi territori.

Ed è proprio su questo fronte che la Sardegna è chiamata a recuperare terreno, con l’obiettivo di ridurre i tempi d’attesa e garantire ai cittadini un accesso più rapido alle cure, uno dei nodi più sentiti dalla sanità regionale.

 

 

 

@Redazione Sintony News