
Si alza la protesta delle famiglie italiane coinvolte nella tragedia di Crans Montana dopo l’annuncio della possibile riapertura dei locali riconducibili alla famiglia Moretti. A prendere posizione è l’Associazione “Oltre Crans Montana 1° gennaio 2026 – Famiglie italiane dei sopravvissuti”, che esprime una netta contrarietà all’iniziativa, definendola incompatibile con il percorso di accertamento delle responsabilità ancora in corso.
Secondo l’associazione, la riapertura non può essere presentata come un gesto di solidarietà nei confronti delle vittime. L’ipotesi che gli eventuali risarcimenti possano dipendere dai futuri incassi delle attività commerciali viene giudicata inaccettabile, perché, sostengono i rappresentanti delle famiglie, un reale sostegno economico dovrebbe arrivare in modo diretto e senza essere legato all’andamento dell’attività imprenditoriale.

L’organizzazione sottolinea inoltre che le verifiche sulle condizioni di sicurezza e sulla conformità delle strutture non sono ancora concluse. Per questo motivo ritiene prematuro e irrispettoso parlare di una ripresa delle attività, mentre l’inchiesta è ancora aperta e resta vivo il ricordo delle 41 persone che hanno perso la vita nella tragedia.
“Per le nostre famiglie questo annuncio non rappresenta un segnale di vicinanza, ma una nuova ferita”, afferma il presidente dell’associazione, Francesco Riva, ribadendo che la ricerca della verità e l’accertamento delle responsabilità devono avere la priorità rispetto a qualsiasi iniziativa commerciale. L’appello è rivolto alle istituzioni e alle autorità locali, chiamate a garantire che la sicurezza pubblica e la giustizia vengano prima di ogni altra valutazione.

L’associazione, costituita ufficialmente il 7 luglio 2026, rappresenta la maggioranza delle famiglie italiane dei sopravvissuti e nasce con l’obiettivo di offrire un punto di riferimento sia sul piano istituzionale sia su quello umano. Oltre a seguire gli aspetti legali della vicenda, promuove iniziative di sostegno alle persone coinvolte e ai loro familiari, favorendo percorsi di assistenza e accompagnamento dopo il trauma.
Tra gli obiettivi dichiarati figurano anche la collaborazione con il mondo scientifico e sanitario per sviluppare nuove ricerche sulle gravi ustioni e sulle lesioni provocate dall’inalazione di fumi tossici, con l’intento di trasformare una tragedia in un’opportunità per migliorare la prevenzione, le cure e la gestione delle emergenze in futuro. Per l’associazione, però, resta un principio imprescindibile: nessun ritorno alla normalità può prescindere dall’accertamento completo della verità e dal pieno riconoscimento dei diritti delle vittime e dei sopravvissuti.
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