
Un paesaggio ridotto a un’immensa distesa di cenere, aziende agricole devastate e allevatori costretti a fare i conti con perdite incalcolabili. È il drammatico scenario che si presenta oggi a Noragugume, uno dei comuni più colpiti dagli incendi che hanno attraversato il cuore della Sardegna, lasciando dietro di sé una ferita profonda per l’ambiente e per l’economia locale.
Secondo le prime stime dell’amministrazione comunale, oltre mille dei 1.600 ettari del territorio sono stati interessati dalle fiamme. Un bilancio ancora provvisorio, destinato probabilmente ad aggravarsi con il proseguire delle verifiche, ma che restituisce già la dimensione di una delle peggiori emergenze mai vissute dalla comunità.

Le conseguenze sono pesantissime per il comparto agro-pastorale, che rappresenta il principale motore economico del paese. Almeno 23 aziende risultano gravemente colpite: sono andati in fumo pascoli, capannoni, scorte di fieno e intere sugherete pronte per la raccolta del sughero. Molti allevatori hanno perso anche parte del bestiame e, nelle ultime ore, sono stati ritrovati cavalli, pecore e bovini morti a causa del rogo.
La violenza dell’incendio non ha risparmiato nemmeno le infrastrutture. Il calore ha compromesso la rete idrica del Consorzio di bonifica, facendo esplodere alcune tubazioni e mettendo fuori uso diverse pompe dei pozzi artesiani. Per questo motivo, oltre alla carenza di foraggio, anche l’approvvigionamento d’acqua rappresenta una delle priorità assolute per garantire la sopravvivenza degli animali rimasti.

Le operazioni di spegnimento hanno impegnato per due giorni una macchina dei soccorsi imponente. Sul posto hanno operato Corpo Forestale, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e numerosi volontari, supportati da otto elicotteri, tra cui due Super Puma, e da due Canadair. Nonostante il massiccio dispiegamento di uomini e mezzi, il vento e le alte temperature hanno alimentato nuovi fronti, facendo ripartire le fiamme proprio mentre erano in corso le operazioni di bonifica.
Momenti di forte preoccupazione si sono vissuti anche nei pressi del centro abitato, dove il fuoco è arrivato a poche decine di metri dalla casa di riposo. L’intervento tempestivo delle squadre antincendio ha evitato conseguenze ancora più gravi, riuscendo a proteggere la struttura e le abitazioni.

Ora l’attenzione è rivolta alla ricostruzione. Il Comune chiede un sostegno concreto da parte della Regione per consentire alle aziende di ripartire e affrontare un’emergenza che rischia di avere ripercussioni per anni. Nel frattempo è già scattata una gara di solidarietà che coinvolge volontari, associazioni, parrocchie e diocesi, impegnati a raccogliere fieno, acqua e beni di prima necessità per gli allevatori colpiti.
Tra colline annerite e pascoli trasformati in cenere, Noragugume prova così a rialzarsi. Un territorio segnato da una tragedia senza precedenti, ma determinato a ricostruire il proprio futuro partendo dalla solidarietà e dalla forza della sua comunità.
@Redazione Sintony News