
Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo disegno di legge sulla sicurezza, un pacchetto di norme che punta a rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto ai reati, con particolare attenzione al fenomeno delle baby gang, alla tutela delle forze dell’ordine e alla sicurezza nelle aree più frequentate, come i centri cittadini e le zone della movida.
Il provvedimento si inserisce nel percorso già avviato con il decreto Sicurezza approvato nei mesi scorsi, che aveva introdotto una stretta sul porto ingiustificato di coltelli con lama di almeno otto centimetri, punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. La pena può essere aggravata se il fatto viene commesso a bordo di autobus o treni.

Tra le novità più rilevanti figura l’ampliamento del fermo preventivo, che potrà essere disposto anche dalla polizia locale nei confronti di persone ritenute potenzialmente pericolose per l’ordine pubblico. La misura viene inoltre estesa ai minorenni coinvolti in operazioni di prevenzione in contesti particolarmente affollati, come le aree della movida, quando vi siano elementi concreti che facciano ritenere possibile il compimento di reati o la presenza di armi o altri oggetti ritenuti indice di pericolosità.
Il disegno di legge introduce anche un nuovo strumento affidato al questore: l’avviso orale con divieto di aggregazione, destinato a chi, in determinati contesti, contribuisce a creare situazioni considerate una seria minaccia per la sicurezza pubblica.

Sul fronte della tutela degli operatori di polizia cambia anche il regime di perseguibilità per le lesioni. In caso di aggressioni ai danni di ufficiali e agenti di pubblica sicurezza nell’esercizio delle loro funzioni, il procedimento scatterà d’ufficio anche per le lesioni lievi e lievissime, senza più la necessità di una querela della persona offesa.
Il ddl interviene inoltre sul reato di danneggiamento, estendendo la possibilità dell’arresto differito in flagranza quando il fatto viene commesso da gruppi di almeno cinque persone. Si tratta di uno strumento pensato soprattutto per gli episodi di violenza collettiva durante manifestazioni o disordini.
Infine, il governo propone una modifica al Codice civile destinata ai casi di legittima difesa. Se una persona subisce un reato, come una rapina in casa, e reagisce riportando conseguenze che portano a una condanna per eccesso colposo, l’autore del reato non potrà ottenere il risarcimento dei danni civili derivanti da quella reazione. Una misura che, nelle intenzioni dell’esecutivo, punta a rafforzare la tutela delle vittime senza incidere sull’eventuale responsabilità penale accertata dai giudici.
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