
Un Tyrannosaurus rex vecchio di circa 67 milioni di anni è diventato il fossile più costoso mai venduto all'asta. Lo scheletro, soprannominato "Gus", è stato aggiudicato da Sotheby's a New York per 50,13 milioni di dollari al termine di una gara che ha coinvolto sette offerenti, superando di gran lunga la stima iniziale, compresa tra i 20 e i 30 milioni di dollari.
L'acquirente, che ha partecipato telefonicamente all'asta, ha scelto di mantenere l'anonimato. Il nuovo record supera quello detenuto fino a oggi da Apex, uno Stegosauro acquistato nel 2024 per 44,6 milioni di dollari, e quello di Stan, un altro celebre T-Rex venduto nel 2020 per 31,8 milioni.
Gus è stato rinvenuto nel 2021 in un ranch privato della contea di Harding, nel South Dakota, all'interno della formazione geologica di Hell Creek, una delle aree più ricche di fossili di dinosauri del Nord America. Il suo nome rende omaggio a Gary "Gus" Licking, proprietario del terreno dove avvenne la scoperta, scomparso nel 2022 mentre gli scavi erano ancora in corso.

L'estrazione del gigantesco predatore è durata tre anni ed è stata affidata a una società specializzata nella ricerca e preparazione di fossili. Successivamente sono serviti altri due anni di lavoro per ripulire, studiare e assemblare lo scheletro.
Le dimensioni del reperto sono imponenti: oltre 11,5 metri di lunghezza e quasi quattro metri di altezza. Lo scheletro comprende 183 ossa originali ed è conservato per circa il 61% del numero totale degli elementi scheletrici, mentre la massa ossea autentica rappresenta tra il 75 e l'80% dell'intero animale. Tra le parti meglio conservate spicca il cranio, completo per oltre l'80%, insieme al bacino, alle zampe anteriori e a gran parte della dentatura.

La vendita riaccende il dibattito sul mercato dei fossili. Negli Stati Uniti, infatti, i reperti scoperti legalmente su terreni privati possono essere venduti, dando vita a un settore sempre più redditizio che vede dinosauri, meteoriti e altri reperti naturali affiancare opere d'arte e oggetti di lusso nelle grandi aste internazionali.
Una crescita che, però, divide il mondo scientifico. Se da un lato i capitali privati consentono di finanziare costosi scavi e recuperare reperti che rischierebbero di andare perduti, dall'altro molti paleontologi sottolineano l'importanza di garantire ai ricercatori un accesso continuo ai fossili, fondamentale per nuovi studi e analisi. La Society of Vertebrate Paleontology ha più volte chiesto che gli esemplari di maggiore valore scientifico vengano destinati stabilmente a musei e istituti di ricerca.
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