
Per godersi alcune delle spiagge più belle d'Italia non basta più arrivare presto al mattino. Sempre più località stanno introducendo sistemi di accesso contingentato, con prenotazioni online, ticket ambientali, QR code e limiti giornalieri di visitatori. L'obiettivo è preservare gli ecosistemi costieri, contrastare il sovraffollamento e garantire una fruizione più sostenibile degli arenili.
L'ultimo esempio arriva dalla Liguria, dove la spiaggia di Portobello, nella Baia del Silenzio di Sestri Levante, dal 1° luglio al 31 agosto potrà ospitare al massimo 450 persone contemporaneamente. L'accesso resterà gratuito e senza prenotazione, ma sarà regolato attraverso varchi controllati durante tutta la giornata.

Se la Liguria muove i primi passi, la Sardegna rappresenta ormai il principale laboratorio italiano nella gestione degli accessi alle spiagge più pregiate. Da nord a sud dell'Isola sono numerosi gli arenili dove è già necessario prenotare il proprio ingresso.
Tra i casi più noti c'è La Pelosa, a Stintino, dove fino al 15 ottobre possono entrare al massimo 1.500 persone al giorno, previa prenotazione e pagamento di un contributo ambientale di 3,50 euro. Anche Cala Brandinchi e Lu Impostu, nel territorio di San Teodoro, prevedono l'accesso regolato con prenotazione obbligatoria e QR code, con una capienza rispettivamente di 1.447 e 3.352 visitatori al giorno.
Nel Sud Sardegna anche Tuerredda continua ad adottare il numero chiuso: i posti disponibili sono 1.100 al giorno e l'accesso è consentito solo dopo la prenotazione effettuata dal giorno precedente. Ancora più restrittive le regole per Cala Goloritzé, nel territorio di Baunei, dove possono sostare contemporaneamente soltanto 250 persone e lo sbarco direttamente dalla barca resta vietato.
Sulla costa di Baunei sono regolamentati anche gli sbarchi via mare a Cala Mariolu e Cala Biriala, con limiti giornalieri e contributi ambientali destinati alla tutela dell'area. Nell'Arcipelago della Maddalena, invece, Cala Coticcio e Cala Brigantina possono essere visitate esclusivamente accompagnati da guide autorizzate, con un numero limitato di escursionisti ogni giorno.
Diverso il sistema adottato nell'Oasi di Bidderosa, nel territorio di Orosei, dove il contingentamento riguarda soprattutto l'accesso con auto e moto, mentre chi raggiunge le spiagge a piedi o in bicicletta può entrare nel rispetto del regolamento dell'area protetta.
Il modello delle spiagge a numero chiuso continua così a diffondersi lungo le coste italiane. L'obiettivo non è limitare il diritto di accesso al mare, ma conciliare turismo e tutela ambientale, preservando alcuni degli ecosistemi costieri più delicati e garantendone la conservazione anche per le future generazioni.
@Redazione Sintony News