
L'Europa continua a fare i conti con una delle più intense ondate di calore degli ultimi anni. Secondo le stime diffuse dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), dal 21 giugno le temperature estreme hanno provocato oltre 1.300 decessi in eccesso nel continente. Di questi, circa mille sono stati registrati in Francia, dove le autorità sanitarie avvertono che il bilancio è destinato a crescere ulteriormente.
Valori eccezionali sono stati registrati in numerosi Paesi europei. Nella giornata di ieri, 28 giugno, i termometri hanno raggiunto livelli record dalla Repubblica Ceca alla Germania, fino alla Polonia, dove sono stati toccati i 40,5 gradi. Gli esperti, tuttavia, guardano con attenzione all'arrivo di correnti più fresche provenienti dal Nord Atlantico che, a partire da martedì, 30 giugno, potrebbero favorire un graduale abbassamento delle temperature, accompagnato da rovesci e temporali.
Anche l'Italia resta nella morsa dell'afa. Cittadini e turisti continuano a cercare sollievo all'interno di chiese, musei e centri commerciali. Il caldo non concede tregua neppure durante la notte: a Torino è stato registrato un nuovo record della temperatura minima, pari a 27,3 gradi, il valore più elevato mai rilevato dal 1753, anno di inizio delle misurazioni meteorologiche. Le grandi città continuano a soffrire, con Milano, Firenze, Roma e Napoli che durante il giorno sfiorano i 40 gradi, ma le temperature elevate interessano anche numerosi centri di dimensioni più contenute.

Situazione particolarmente critica anche in Veneto, dove le massime hanno raggiunto i 39 gradi, rendendo quella di ieri la giornata finora più calda della stagione. In Emilia-Romagna è stato prorogato anche per lunedì il bollino rosso a causa delle temperature estreme. A Bari, città anch'essa contrassegnata dal massimo livello di allerta, un uomo di 75 anni è morto dopo essere stato colto da un malore mentre faceva jogging lungo la strada perimetrale dell'aeroporto di Palese.
L'attenzione è ora rivolta all'anticiclone che ha dominato le ultime settimane e che, secondo i meteorologi, avrebbe ormai le ore contate. Nel corso della settimana dovrebbe infatti indebolirsi progressivamente, lasciando spazio a correnti più fresche provenienti dal Nord Atlantico. Queste attraverseranno le Alpi per poi estendersi gradualmente verso le regioni meridionali. Il contrasto tra l'aria più fresca in arrivo e quella molto calda presente sul territorio potrebbe però favorire la formazione di temporali anche di forte intensità, accompagnati localmente da grandinate e raffiche di vento.

Nel frattempo emergono dati sempre più preoccupanti sulla portata dell'emergenza climatica. Il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato che dal 21 giugno sono stati registrati oltre 1.300 decessi in eccesso riconducibili alle alte temperature in Europa. Il responsabile dell'organizzazione ha ricordato che il continente europeo è quello che si sta riscaldando più rapidamente al mondo, con un incremento termico pari al doppio della media globale. Attualmente, ha aggiunto, circa 150 milioni di persone vivono sotto l'effetto di ondate di calore estremo, un fenomeno spesso definito "il killer silenzioso", poiché abitazioni, luoghi di lavoro e scuole europee non sono progettati per affrontare temperature così elevate.
In Francia, l'Agenzia nazionale per la salute pubblica ha comunicato che, a partire da mercoledì, sono stati registrati circa mille decessi in più rispetto alla media stagionale, precisando che il numero complessivo potrebbe continuare ad aumentare. Le persone maggiormente esposte al rischio sono gli over 65. Sebbene la mortalità in eccesso sia inferiore rispetto a quella registrata durante la storica ondata di calore del 2003, la ministra della Salute, Stéphanie Rist, ha sottolineato che, dal punto di vista climatico, l'episodio di quest'anno è già considerato ancora più intenso.
Letizia Demontis