
Un importante passo avanti per la tutela del mare della Sardegna. È stato infatti avviato il Progetto Poseidon 2030, un’iniziativa che punta alla salvaguardia e al recupero delle praterie di Posidonia oceanica, una delle risorse naturali più preziose del Mediterraneo e fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi marini.
Il programma nasce dalla collaborazione tra Regione Sardegna, Università di Cagliari e diverse associazioni impegnate nella difesa dell’ambiente, con interventi mirati nelle aree costiere maggiormente esposte al degrado.
Considerata il vero e proprio “polmone blu” del Mediterraneo, la Posidonia svolge funzioni essenziali per la vita marina. Oltre a produrre grandi quantità di ossigeno, contribuisce ad assorbire anidride carbonica, contrastando gli effetti del cambiamento climatico. Le sue estese praterie rappresentano inoltre un rifugio naturale per numerose specie ittiche e organismi marini, mentre il suo apparato radicale aiuta a stabilizzare i fondali e a proteggere le spiagge dall’erosione.

Negli ultimi anni, però, questo habitat ha subito un progressivo impoverimento. Tra le principali cause figurano l’ancoraggio incontrollato delle imbarcazioni, la pesca a strascico praticata illegalmente in alcune zone e l’inquinamento proveniente dalla terraferma, che compromette la qualità delle acque e limita la crescita della pianta.
Il progetto sarà sviluppato attraverso tre fasi operative. La prima prevede una dettagliata analisi dei fondali marini grazie all’utilizzo di tecnologie avanzate, tra cui droni subacquei e veicoli telecomandati, che consentiranno di individuare le aree più danneggiate e stabilire le priorità di intervento.
Successivamente prenderanno il via le attività di ripristino ambientale. Le nuove piantine di Posidonia, coltivate in vivai specializzati, verranno trapiantate sui fondali utilizzando supporti biodegradabili progettati per favorire l’attecchimento e garantire la crescita delle giovani piante nelle prime fasi di sviluppo.

L’ultima fase sarà dedicata alla prevenzione. Nelle zone caratterizzate da un intenso traffico nautico verranno installati sistemi di ormeggio ecocompatibili per ridurre l’impatto delle ancore sui fondali. Parallelamente partiranno campagne di sensibilizzazione rivolte a residenti, turisti e diportisti per promuovere una maggiore attenzione verso la tutela dell’ambiente marino.
«Si tratta di un intervento fondamentale per preservare il nostro patrimonio naturale», ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente. «Le praterie di Posidonia rappresentano la base di un ecosistema straordinario che abbiamo il dovere di proteggere e tramandare alle future generazioni».
L’obiettivo fissato dal progetto è ambizioso: recuperare oltre 50 ettari di praterie marine entro il 2030, con ricadute positive sulla biodiversità, sulla pesca e sul turismo sostenibile. Un modello che potrebbe diventare un punto di riferimento anche per altre realtà del Mediterraneo impegnate nella difesa dei propri ecosistemi costieri.
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