
Una mattinata densa di emozioni e ricordi quella di oggi, 25 giugno, nella sede del CONI Sardegna a Cagliari, dove si è svolta la conferenza stampa di presentazione della Reunion dell’Olimpia Sant’Antioco 1993/1994, iniziativa celebrativa dedicata a una delle stagioni più iconiche della pallavolo isolana.
Ad aprire i lavori è stato Mario Bonamici, co-organizzatore dell’iniziativa ed ex atleta dell’Olimpia, con un intervento particolarmente toccante, che ha presentato i compagni di squadra visibilmente commosso. Bonamici ha raccontato anche la complessità dell’organizzazione della Reunion, resa possibile grazie alla collaborazione e alla disponibilità dei tanti protagonisti oggi impegnati in percorsi di vita differenti, sottolineando il valore umano del ritrovarsi dopo oltre trent’anni.
A seguire è intervenuto anche il presidente del CONI Sardegna, Bruno Perra, che ha dato voce a un ricordo personale e profondamente sentito.
Con emozione ha dichiarato: «È un grande piacere partecipare a questa conferenza stampa. Ho un legame con questa squadra: ero allenatore di pallacanestro e mi allenavo nella stessa palestra vostra, e mi ricordo di tutti voi». Perra ha rievocato anche il proprio passato da giovane tecnico: «Ero giovane, avevo 33 anni, e con il coach Radamés Lattari c’era un confronto continuo, ho un ricordo vivo».

Soffermandosi sull’atmosfera di quegli anni ha aggiunto: «Ci allenavamo tutti i giorni, uno alle cinque e uno alle sei. Era un momento spettacolare per lo sport sardo, il palazzetto era sempre pieno». Infine ha concluso: «Abbiamo vissuto grazie a voi momenti indelebili. Grazie per aver fatto questa Reunion. La storia non si deve mai cancellare».
A riportare al centro la dimensione sportiva è stato l’allenatore Radamés Lattari, che ha definito la sua esperienza sull’isola un passaggio fondamentale della sua carriera. «Per me è un onore essere qui ed essere stato l’allenatore», ha dichiarato, ricordando poi l’arrivo a Sant’Antioco come «una sorpresa continua». Ripercorrendo quella stagione ha aggiunto: «Sono stati anni bellissimi della mia vita, eravamo una grande famiglia». Sulla portata sportiva del percorso ha sottolineato: «È difficile per chi non c’era capire cosa abbiamo fatto 32 anni fa. Arrivare in Serie A1 non era scontato, abbiamo fatto sacrifici e costruito tutto giorno dopo giorno».
Tra gli ospiti della conferenza anche Marco La Picca, storico giornalista sportivo e voce della pallavolo sarda, che per anni ha raccontato le imprese dell'Olimpia Sant'Antioco. Ripercorrendo quella stagione, La Picca ha spiegato come il valore di quella squadra fosse evidente fin dalle prime giornate: «L'ho capito subito. Era una squadra fortissima, già dalle prime partite si vedeva che il gruppo era compatto e che disponeva di giocatori destinati a lasciare il segno. La promozione arrivò con due settimane d'anticipo, vincendo sul campo della seconda classificata davanti a 5.000 spettatori. Fu una partita straordinaria, conclusa 17-15 al tie-break».

Il cronista ha poi rivolto uno sguardo al presente della disciplina: «Oggi non mancano allenatori e competenze, manca soprattutto la partecipazione dei giovani. Servono più sacrificio, più costanza e una maggiore cultura sportiva. Sant'Antioco è stata una delle culle della pallavolo sarda e quello spirito andrebbe recuperato».
Il momento istituzionale ha visto anche la partecipazione di Angelo Mocci, rappresentante del Comune di Sant’Antioco in assenza del sindaco, e dei delegati della Federazione Italiana Pallavolo, presenti a testimoniare il valore sportivo dell’iniziativa.
Tra i protagonisti più attesi, Krzysztof Stelmach ha condiviso ricordi personali molto intensi, legati anche alla vita quotidiana vissuta in Sardegna. «Io e mia moglie non siamo andati in albergo, siamo andati nella casa dove vivevamo 32 anni fa, da una famiglia che ci ha dato tanto e ci ha accolto», ha raccontato. «Noi abbiamo una famiglia in più adesso. Ci sono tante emozioni e tanti pensieri». Ripercorrendo anche la dimensione personale ha aggiunto: «Avevo un figlio di dieci mesi allora, oggi è cresciuto: sono ricordi che restano». Non è mancato un sorriso nel ricordare il clima del gruppo, tra cui alcuni episodi di vita quotidiana con i compagni.

Molto toccante anche la testimonianza di Rafael Pascual, che ha sottolineato il ruolo decisivo dell’esperienza a Sant’Antioco nella sua carriera. «Il passato è molto importante. Io volevo giocare in Italia», ha spiegato. Ricordando il primo allenamento ha aggiunto: «Al primo allenamento mi sono fatto male alla caviglia e sono rimasto distrutto, ma non potevo perdere questa occasione». Con grande lucidità ha poi sottolineato il valore formativo di quell’esperienza: «Dovevo giocare per le persone, per trasmettere quello che sentivo in campo. Tutto è partito da qui, da Sant’Antioco».
A sostenere l’iniziativa anche il presidente del Distretto Sardegna Bio, Andrea Campurra, a conferma della valenza culturale e territoriale di un progetto che unisce sport, memoria e identità locale.
La Reunion dell’Olimpia Sant’Antioco 1993/1994 si conferma così un appuntamento dal forte valore simbolico, capace di riportare al centro una pagina importante della pallavolo sarda e di restituire voce ai suoi protagonisti.
@Letizia Demontis