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23 Giugno 2026

Emergenza afa sul lavoro: il Decreto Infrastrutture riattiva la cassa integrazione per il caldo

Questa misura si rivolge tradizionalmente a quei comparti in cui l'esposizione diretta ai raggi solari e alle temperature torride rappresenta un rischio concreto per la vita stessa dei lavoratori

Con l'arrivo dei primi grandi caldi estivi, il Governo corre ai ripari per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori più esposti alle temperature estreme. Nell'ultimo Consiglio dei Ministri è stato infatti approvato il nuovo Decreto Infrastrutture, all'interno del quale trova spazio un'importante misura di welfare d'emergenza: il ripristino degli ammortizzatori sociali per le aziende costrette a rallentare o a fermare i turni a causa dell'afa.

Come confermato dalla nota ufficiale diffusa da Palazzo Chigi al termine della riunione governativa, il provvedimento punta a proteggere i settori produttivi più vulnerabili, reintroducendo uno scudo normativo già sperimentato con successo nelle scorse stagioni.

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Il cuore dell'intervento risiede nella possibilità, concessa ad alcune specifiche categorie di operatori economici, di rimodulare l'orario di lavoro o sospendere temporaneamente le attività quando il termometro supera la soglia di sicurezza, senza che questo incida negativamente sulle retribuzioni dei dipendenti.

I datori di lavoro potranno infatti fare richiesta di accesso in deroga alla cassa integrazione ordinaria (CIGO) o a trattamenti equivalenti, adducendo come causale proprio le "eccezionali ondate di calore".

Questa misura si rivolge tradizionalmente a quei comparti in cui l'esposizione diretta ai raggi solari e alle temperature torride rappresenta un rischio concreto per la vita stessa dei lavoratori, come: Il settore edile e delle costruzioni stradali, comparto agricolo e della raccolta nei campi, e lavori di manutenzione infrastrutturale all'aperto.

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La decisione dell'esecutivo non rappresenta una novità assoluta, bensì la stabilizzazione e il richiamo di una prassi d'emergenza già attuata negli scorsi anni di fronte a stagioni estive particolarmente severe. La reintroduzione di questa norma punta a evitare il ripetersi di incidenti sul lavoro legati a colpi di calore o stress termico nei cantieri mobili e fissi.

I dettagli operativi sulle soglie di temperatura (solitamente fissate sopra i 35 gradi percepiti) e sulle modalità di inoltro delle domande all'INPS verranno definiti nei prossimi decreti attuativi e nelle circolari esplicative degli enti previdenziali, ma lo stanziamento e la copertura giuridica inseriti nel Decreto Infrastrutture offrono fin da subito una certezza in più a imprese e sindacati per la gestione dell'estate che è appena iniziata.

 

@Redazione Sintony News