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23 Giugno 2026

Clima, la Sardegna soffre la siccità: Cagliari perde il primato della vivibilità

L’Indice 2025 del Corriere della Sera e iLMeteo fotografa un’isola sempre più alle prese con caldo estremo e assenza di piogge. Cagliari cede il primo posto ad Ancona, mentre Oristano e Olbia guidano la classifica delle città più siccitose d’Italia

La Sardegna continua a fare i conti con gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico. A certificarlo è la quinta edizione dell’Indice di vivibilità climatica elaborato dal Corriere della Sera in collaborazione con iLMeteo.it, che ha analizzato tutti i capoluoghi di provincia italiani attraverso 17 indicatori climatici e oltre 418 milioni di dati.

Se nel 2025 Cagliari aveva conquistato il primo posto nazionale per qualità del clima, quest’anno il capoluogo sardo è stato superato da Ancona. A premiare la città marchigiana è stata una maggiore capacità di resistere agli effetti dell’aumento delle temperature, una tendenza che vede generalmente favorite le località costiere, soprattutto quelle affacciate sull’Adriatico, mentre le aree interne e di pianura soffrono sempre più condizioni assimilabili a vere e proprie “isole di calore”.

A pesare sul risultato di Cagliari sono soprattutto alcuni parametri legati al caldo estremo. Nel capoluogo regionale i giorni con temperatura percepita pari o superiore ai 32 gradi raggiungono quota 56, ben oltre il valore di riferimento fissato a 41. Ancora più marcato il dato delle notti tropicali, quelle in cui il termometro non scende mai sotto i 20 gradi: sono state 75 contro una media considerata ottimale di 52.

Particolarmente preoccupante il numero delle ondate di calore, quasi il doppio rispetto ai 48 giorni considerati come soglia di riferimento. A questi si aggiungono criticità legate al caldo africano, alla siccità e alle raffiche di vento.

Non mancano però gli aspetti positivi. Cagliari ottiene risultati eccellenti per la brezza estiva e per la limitata incidenza di eventi meteorologici estremi, come precipitazioni particolarmente intense o forti raffiche di vento.

Il dato che accomuna gran parte della Sardegna è quello della siccità. Le prime tre città italiane per numero di giorni consecutivi senza piogge significative sono tutte sarde.

Il primato spetta a Cagliari con 157 giorni, seguita da Oristano con 145 e da Olbia con 142. Un segnale che conferma quanto la scarsità di precipitazioni rappresenti oggi una delle principali emergenze climatiche dell’isola.

Tra le città sarde, Sassari è quella che presenta il quadro più equilibrato. Il capoluogo turritano si colloca al nono posto della classifica nazionale della vivibilità climatica.

L’unico parametro che supera la soglia critica riguarda le ondate di calore, con 52 episodi contro i 48 considerati nella media di riferimento. Rimane tuttavia significativo il dato sulla siccità, con oltre cento giorni consecutivi senza precipitazioni rilevanti.

Il quadro è più complesso a Olbia, dove diversi indicatori evidenziano condizioni climatiche sempre più estreme.

I giorni con temperature percepite elevate arrivano a 70, mentre le notti tropicali sono state 67. Le ondate di calore raggiungono quota 78 e il caldo africano si è manifestato per 32 giorni, quasi il doppio rispetto al parametro di riferimento.

Critica anche l’escursione termica giornaliera, che registra una differenza media tra temperature minime e massime di 11 gradi contro i 9 considerati ottimali. Tra gli elementi positivi emerge invece la presenza della brezza estiva, che contribuisce ad attenuare la sensazione di caldo.

Oristano si distingue per alcuni dei dati più severi dell’intera classifica nazionale. Con 85 giorni caratterizzati da temperature percepite particolarmente elevate, la città occupa il terzo posto in Italia per questo parametro.

Ancora più significativo il dato sul cosiddetto caldo africano: ben 64 giorni con temperature pari o superiori ai 34 gradi, quasi quattro volte il valore di riferimento fissato a 17. Un record nazionale che fotografa una realtà climatica sempre più estrema.

Nel complesso Nuoro presenta una situazione più contenuta rispetto ad altri centri dell’isola, ma non mancano le criticità.

Le ondate di calore sono state 68, ben oltre il livello considerato fisiologico. A destare attenzione è soprattutto il numero di giornate caratterizzate da raffiche di vento superiori ai 40 chilometri orari: 122 contro un valore di riferimento di 51.

Tra gli aspetti più favorevoli spicca invece l’assenza praticamente totale di nebbia, con nessun giorno in cui la visibilità è scesa sotto i mille metri.

Anche Carbonia registra indicatori superiori alle soglie considerate ottimali. Le ondate di calore raggiungono quota 56, mentre il caldo africano si manifesta per altrettanti giorni, a fronte di un riferimento di appena 17.

Elevata anche l’escursione termica giornaliera. Fa eccezione il dato relativo alle notti tropicali, che si mantiene sostanzialmente in linea con la media nazionale, con 51 episodi contro i 52 del parametro di riferimento.

L’analisi conferma dunque una tendenza sempre più evidente: la Sardegna continua a essere tra le regioni italiane più esposte agli effetti della crisi climatica, soprattutto per quanto riguarda siccità e temperature estreme. Un fenomeno che, anno dopo anno, sta modificando profondamente il profilo climatico dell’isola.

 

 

 

@Redazione Sintony News