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22 Giugno 2026

Casa fuori città per risparmiare? Cagliari, conto della mobilità cancella gran parte del vantaggio

L’analisi della Cna Sardegna: fino al 75% del risparmio ottenuto con affitti più bassi viene assorbito da carburante, manutenzione e spostamenti quotidiani. Pesano anche i costi sostenuti dagli artigiani

Lasciare Cagliari per cercare un affitto più conveniente può sembrare una scelta vantaggiosa, ma il risparmio ottenuto sul canone rischia di essere eroso quasi completamente dalle spese necessarie per raggiungere ogni giorno il posto di lavoro o i principali servizi. È quanto emerge da un’analisi rilanciata da Cna Sardegna, che punta l’attenzione su quello che definisce un nuovo e crescente costo nascosto della mobilità.

Secondo lo studio, una famiglia che decide di trasferirsi nell’hinterland per risparmiare circa 300 euro al mese sull’affitto può arrivare a spendere oltre 2.000 euro l’anno tra carburante, manutenzione dell’auto e altre voci legate agli spostamenti. In pratica, circa tre quarti del vantaggio economico ottenuto con un canone più basso viene riassorbito dai costi della mobilità quotidiana.

Per la Cna si tratta di una sorta di “tassa occulta” che grava soprattutto su lavoratori e famiglie costretti a utilizzare l’auto privata. Una situazione che, secondo il segretario regionale Francesco Porcu, in Sardegna assume contorni ancora più marcati a causa della limitata disponibilità di alternative efficienti al trasporto privato nei collegamenti tra il capoluogo e i centri dell’area metropolitana.

I dati collocano Cagliari tra le città italiane dove il peso della mobilità incide maggiormente sul risparmio ottenuto scegliendo di vivere fuori dal centro urbano. La quota assorbita dalle spese di spostamento supera quella registrata a Napoli e Bari, pur rimanendo inferiore ai livelli rilevati in realtà come Potenza e Catanzaro.

Il problema riguarda anche il tessuto produttivo e in particolare il mondo dell’artigianato. Molte attività, infatti, basano il proprio lavoro su continui spostamenti tra clienti, cantieri e interventi di assistenza. Per alcune categorie professionali il costo della mobilità rappresenta una voce sempre più rilevante nei bilanci aziendali.

Le elaborazioni della Cna indicano che un serramentista che percorre circa 20 mila chilometri all’anno può sostenere spese superiori ai 4.500 euro per ogni veicolo utilizzato. Per un elettricista il conto sale a circa 5.600 euro annui, mentre termoidraulici e manutentori possono arrivare a spendere oltre 6.700 euro. Ancora più elevati i costi per gli installatori di impianti che, tra sopralluoghi e attività operative, superano spesso i 35 mila chilometri all’anno, con una spesa che si avvicina agli 8 mila euro per mezzo.

Di fronte a questo scenario, la Confederazione chiede interventi sia a livello nazionale sia regionale. Tra le proposte figurano il potenziamento del trasporto pubblico locale nelle aree meno servite, misure dedicate alle categorie professionali che utilizzano il veicolo per lavoro e un rafforzamento dei collegamenti tra Cagliari e i comuni dell’hinterland.

Secondo il presidente regionale della Cna, Luigi Tomasi, il rischio è che famiglie e imprese si trovino sempre più strette tra il costo crescente degli affitti nelle città e quello degli spostamenti necessari per chi sceglie di vivere o lavorare fuori dai principali centri urbani. Per questo l’associazione sollecita una programmazione che tenga conto, insieme alle politiche abitative, anche dell’impatto economico della mobilità sulle persone e sulle attività produttive.

 

 

 

 

@Redazione Sintony News