
La maturità 2026 è entrata nel vivo oggi, 18 giugno, con la prima prova scritta di italiano. Un appuntamento atteso per mesi che, come ogni anno, ha portato con sé un carico di emozioni, aspettative e inevitabili timori.
Davanti ai cancelli degli istituti scolastici, nelle ore che hanno preceduto l'ingresso in aula, i maturandi hanno raccontato stati d'animo contrastanti: dalla tensione all'entusiasmo, passando per la consapevolezza di trovarsi di fronte a uno dei momenti più significativi del proprio percorso formativo.
«C'è emozione e anche un po' di ansia. Spero di fare una bella prova perché voglio valorizzare il mio percorso di studi e le mie conoscenze», racconta una studentessa pochi minuti prima dell'inizio dell'esame.
Molti hanno confessato di aver trascorso una notte agitata, segnata da risvegli frequenti e pensieri rivolti alla prova imminente. «Ho provato a dormire, ma mi svegliavo continuamente per controllare l'ora. Poi cercavo di riaddormentarmi finché non è suonata la sveglia», spiega una maturanda.
Non tutti, però, hanno vissuto la vigilia con apprensione. «Per adesso non ho ansia. Penso che arriverà più avanti, soprattutto per l'orale», racconta un'altra studentessa, che ammette invece una maggiore preoccupazione per le prove successive.
Tra le definizioni scelte per descrivere il momento prevalgono termini come "emozione" e "stranezza". Per molti ragazzi l'esame di Stato rappresenta infatti un vero punto di svolta: la conclusione di un percorso condiviso con compagni e docenti e l'inizio di una nuova fase della vita, tra università, lavoro e nuove esperienze. «È la fine di un percorso vissuto insieme alla mia classe. Sono felice, ma allo stesso tempo mi dispiacerà lasciare i miei compagni», racconta una studentessa. Un'altra aggiunge: «È strano perché è un'esperienza che non ho mai vissuto e che non rivivrò più. Segna un passaggio importante della mia vita».
Anche quest'anno il tradizionale toto-tracce ha accompagnato l'attesa della prima prova. Tra gli argomenti considerati più probabili figuravano la Costituzione, la Repubblica e i temi legati alla cittadinanza. «Speravo in una traccia sulla guerra oppure sulle donne, argomenti che avevo approfondito e che avrei saputo collegare bene», racconta una studentessa prima dell'ingresso in aula.
Le intuizioni degli studenti si sono rivelate corrette soltanto in parte. I riferimenti alla Repubblica erano effettivamente presenti tra le proposte del Ministero, mentre ha sorpreso la scelta relativa all'analisi del testo. Sono infatti rimasti esclusi alcuni degli autori dati per favoriti alla vigilia, come Verga, D'Annunzio e Pirandello.
Terminata la prova, il clima davanti agli istituti è apparso decisamente più disteso. Le prime reazioni raccolte evidenziano una sensazione comune: l'impatto iniziale con le tracce è stato più complesso del previsto.
«All'inizio sembravano un po' difficili e mi hanno spaventata, però poi ho scelto quella che mi sembrava più adatta e l'ho sviluppata», racconta una studentessa all'uscita.
«Le tracce erano diverse da quelle che ci aspettavamo, ma nel complesso accessibili», raccontano alcuni studenti. «La parte sulla Repubblica era tra le più prevedibili», osservano altri, mentre diversi maturandi concordano sul fatto che «l'analisi del testo sia stata la vera sorpresa della giornata».
Archiviato il primo scritto, l'attenzione si sposta immediatamente sui prossimi appuntamenti. Per numerosi maturandi sarà la seconda prova a rappresentare l'ostacolo più impegnativo, mentre altri guardano con maggiore preoccupazione al colloquio orale.

«La prova che temo di più è la seconda», ammette una studentessa. C'è poi chi guarda già al colloquio finale: «L'orale è quello che mi preoccupa maggiormente, soprattutto per alcune materie scientifiche».
Dopo una mattinata intensa, il programma del pomeriggio sembra mettere tutti d'accordo: recuperare energie. «Quando tornerò a casa dormirò sicuramente. Per festeggiare ci sarà tempo nel fine settimana», racconta una maturanda sorridendo all'uscita dell'istituto. Qualcun altro pensa già a concedersi qualche ora di relax prima di tornare sui libri.
Una pausa meritata prima di affrontare le ultime prove e avvicinarsi definitivamente al diploma, al termine di un percorso che resterà uno dei ricordi più significativi degli anni scolastici.
@Letizia Demontis