
C'è anche il suggestivo comune di Norma tra le realtà italiane decise a scommettere sul progetto di rigenerazione urbana "Case a 1 euro". Abbarbicato sulle colline a breve distanza da Roma, con una vista panoramica che domina la Pianura Pontina, questo centro storico fatto di pietra e vicoli caratteristici custodisce un patrimonio storico e naturalistico straordinario, minacciato però da un progressivo e costante spopolamento.
Il sindaco Andrea Dell'Omo ha deciso di intervenire per frenare l'abbandono del territorio e contestualmente dare nuova vita agli immobili fatiscenti. Guardando ai successi già ottenuti da molti piccoli municipi italiani, l'amministrazione ha formalizzato l'adesione all'iniziativa, aprendo le porte a investitori nazionali e internazionali.

L'architettura istituzionale del progetto non è nuova: il modello delle case a un prezzo simbolico è nato a Salemi, in Sicilia, nel lontano 2008. Lungi dal voler svendere i territori, la misura si è strutturata negli anni come una vera e propria strategia di pianificazione urbanistica e sociale per contrastare il declino demografico delle cosiddette "aree interne".
Comprare una casa a un euro, tuttavia, non è un'operazione a costo zero ma rappresenta una scelta d'investimento consapevole. L'acquirente deve infatti impegnarsi a sostenere: costi vivi della ristrutturazione edilizia, spese per le perizie e le pratiche tecniche obbligatorie e gli oneri notarili e di registrazione.
Oltre all'impegno economico, i bandi richiedono spesso un cambio nei progetti di vita, dato che molti di questi immobili si trovano in contesti geografici affascinanti ma distanti dalle grandi reti infrastrutturali e dai servizi principali.

La mappatura delle "Case a 1 euro" sul territorio nazionale fotografa un'adesione massiccia, concentrata soprattutto nelle località con meno di tremila abitanti esposte al rischio di abbandono. Il fenomeno, costantemente monitorato da portali web specializzati che tengono traccia dei singoli bandi comunali e delle riaperture cicliche, vede una densità particolare nel Mezzogiorno, con Sicilia, Calabria e Sardegna a fare la parte del leone.
Estendendo lo sguardo alla penisola, la mappa aggiornata all'ultimo anno mostrava la presenza di queste opportunità in ben 14 regioni italiane, coprendo un arco che va dalla Valle d'Aosta e dal Piemonte fino alla Puglia e al Molise, passando per l'Abruzzo, la Toscana e lo stesso Lazio.
L'opportunità di acquistare un pezzo di storia nei borghi italiani esercita un fortissimo richiamo soprattutto oltreoceano. I dati di mercato pubblicati da Milano Finanza evidenziano come l'interesse per questo tipo di rigenerazione sia marcatamente internazionale, con una platea di potenziali acquirenti dominata dai cittadini extracomunitari.
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