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15 Giugno 2026

Alberto Stasi lascia il carcere di Bollate e ottiene l'affidamento in prova

Prima di uscire dal carcere di Bollate, Stasi ha lasciato un ventilatore e un mini-frigo al suo compagno di cella

A distanza di oltre dieci anni dal suo primo ingresso nel penitenziario milanese di Bollate, avvenuto il 12 dicembre 2015, Alberto Stasi varca la soglia del carcere per l'ultima volta. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto l'istanza presentata dal team legale del quarantaduenne, concedendogli il regime di affidamento in prova ai servizi sociali. Si tratta dell'ultimo step nel percorso di reinserimento e di espiazione della condanna definitiva a 16 anni per l'omicidio dell'ex fidanzata Chiara Poggi, consumatosi a Garlasco nell'agosto del 2007.

Prima di lasciare la struttura penitenziaria insieme alla sua avvocata Giada Bocellari, Stasi ha voluto salutare il direttore dell'istituto, Giorgio Leggieri, il personale educativo, gli agenti di custodia e i compagni con cui ha spartito un decennio di detenzione, lasciando in dono al suo compagno di cella un piccolo frigorifero e un ventilatore.

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La decisione del Tribunale non giunge come un automatismo, ma corona un lungo percorso di osservazione e progressione trattamental. Gennaio 2023: Ottenimento dell'autorizzazione al lavoro esterno.

Maggio 2024: concessione dei primi permessi premio per fare visita agli zii.

Aprile 2025: passaggio al regime di semilibertà per motivi professionali, richiesto dopo aver scontato i due terzi della pena complessiva.

Oggi: l'approvazione dell'affidamento in prova esterno.

Il presidente della Sorveglianza di Milano, Marcello Bortolato, ha tenuto a precisare ad Adnkronos i criteri rigorosi della scelta: «La valutazione per la concessione dell'affidamento è fatta esclusivamente sugli atti di osservazione e sui comportamenti dentro e fuori dal carcere e tenendo conto dei pareri degli organi competenti. Non è automatico, altrimenti il beneficio verrebbe concesso a tutti i detenuti che hanno meno di 4 anni da scontare».

Sul verdetto ha influito il parere favorevole della Procura generale, che ha sottolineato l'ineccepibile condotta del condannato e l'atteggiamento misurato mantenuto anche dopo la discussa intervista rilasciata al programma televisivo Le Iene nel marzo 2025.

Alberto Stasi lascia il carcere: affidamento in prova ai servizi sociali

Nonostante la scarcerazione, Alberto Stasi non può ancora considerarsi un uomo libero a tutti gli effetti. Il provvedimento stabilisce una fitta rete di restrizioni e prescrizioni obbligatorie che, se violate, comporterebbero l'immediata revoca della misura e il ritorno in cella: vivrà in un appartamento preso in affitto nel Milanese e manterrà l'impiego come contabile e amministrativo presso una società di gestioni finanziarie del capoluogo lombardo.

Vige il divieto assoluto di uscire dai confini della regione Lombardia e l'obbligo di residenza. Eventuali periodi di ferie fuori zona dovranno essere autorizzati dal magistrato di sorveglianza.

Stasi dovrà rispettare orari stringenti per il rientro notturno a casa, presentarsi periodicamente agli uffici d'esecuzione penale esterna e alle autorità per le verifiche del caso, oltre ad avere il divieto di frequentare soggetti pregiudicati.

La difesa ha inoltre chiarito che il 42enne non farà in nessun caso ritorno a Garlasco.

Dalla sponda legale si attende ancora il deposito formale della richiesta di revisione del processo, un'istanza che verrà eventualmente esaminata e valutata dalla Corte d'appello di Brescia.

I magistrati di Milano hanno comunque ribadito che l'attuale concessione delle misure alternative è legata unicamente al percorso rieducativo interno e non ha alcuna correlazione con i paralleli risvolti di cronaca giudiziaria che vedono Andrea Sempio iscritto nel registro degli indagati per il medesimo delitto. Al completamento del periodo in affidamento, qualora vengano rispettate tutte le regole fissate, la pena di Stasi sarà dichiarata ufficialmente estinta.

 

 

@Redazione Sintony News