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14 Giugno 2026

L'arrivederci di Vasco a Olbia: un doppio show da 70mila presenze e il sogno del tour 2027

In tutto il weekend si sono registrati oltre 70mila spettatori paganti, ai quali vanno sommate le circa 20mila presenze stimate all'esterno delle recinzioni, con una fiumana di fan radunata fuori dai cancelli pur di ascoltare gratuitamente le note del proprio idolo

Un addio col botto, condito da un arrivederci a stretto giro che sa già di promessa. Vasco Rossi ha salutato la Gallura chiudendo la seconda delle due date consecutive all'Olbia Arena, replicando l'incredibile ondata di energia e rock di 24 ore prima. Se il primo round era stato un trionfo, il bis non è stato da meno, lasciando un'Isola tramortita dal sound del Komandante ma già proiettata verso il futuro: tra i fedelissimi del Blasco, infatti, si rincorrono già le speranze di un ritorno in Sardegna nel 2027, anno in cui il rocker di Zocca celebrerà lo storico traguardo dei cinquant'anni di carriera.

Il bilancio finale dell'operazione Olbia – dove l'artista mancava dal lontano 1983 – restituisce numeri da capogiro che certificano il successo storico della manifestazione. In tutto il weekend si sono registrati oltre 70mila spettatori paganti, ai quali vanno sommate le circa 20mila presenze stimate all'esterno delle recinzioni, con una fiumana di fan radunata fuori dai cancelli pur di ascoltare gratuitamente le note del proprio idolo.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

All'indomani del primo live, lo stesso Vasco aveva voluto caricare l'ambiente via social, sottolineando il legame profondo con la città sarda:

«Olbia!!! Che serata pazzesca, incredibile! I miei concerti qui hanno un valore speciale per me… le due date del 12 e 13 giugno segnano la prima volta all'Olbia Arena. L'ultima volta a Olbia risale al 1983 con il tour di Bollicine. Oggi torno nella stessa città con una consapevolezza diversa, ma con la stessa voglia di provocare… per provare di nuovo una sana e scandalosa felicità collettiva!!!».

Una promessa ampiamente mantenuta, stando alla pioggia di ringraziamenti e dichiarazioni d'amore virtuali che hanno invaso le bacheche web. C'è chi ha applaudito la capacità del cantautore emiliano di far rivivere la propria giovinezza grazie ai vecchi inni e chi, tra i più giovani, lo ha ringraziato per aver rispolverato tracce meno battute dai circuiti radiofonici. Al di là dei proclami di Vasco, che ha incoronato la Sardegna come «l'Isola più bella del mondo», a parlare per lui è stata ancora una volta una musica senza tempo, sfacciata, ribelle e profondamente godibile.

Il disegno musicale del "Vasco Live 2026" ha convinto anche i critici più esigenti, alternando con sapienza la sperimentazione pura ai pezzi da novanta del suo repertorio. Se l'apertura e la chiusura sono state blindate rispettivamente dalla carica punk di “Vado al Massimo” e dall'immancabile poesia di “Albachiara”, la vera scossa tellurica all'arena è arrivata nella seconda metà del concerto.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

È in questa fase che la platea si è letteralmente infiammata, unendosi in un unico coro oceanico su una sequenza di brani che hanno fatto la storia della musica italiana: l'accoppiata vincente di “Gli spari sopra” e “C'è chi dice no”, le ballate generazionali “Siamo soli” e “Sally”, “Un mondo migliore”, “Siamo solo noi” e “Vita spericolata”.

Per il popolo del Blasco ogni singola traccia in scaletta è un patrimonio da proteggere e cantare a squarciagola. Olbia saluta la leggenda del rock con la consapevolezza di aver vissuto un weekend irripetibile, sperando che l'arrivederci del Komandante si trasformi presto in una nuova, straordinaria realtà.

 

 

@Redazione Sintony News