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10 Giugno 2026

Dalla colonia penale al boutique hotel: la rinascita della Villa del Re tra ospitalità e alta cucina

Dove un tempo sorgeva Villa Rei, una colonia penale all’aperto immersa nella macchia mediterranea, oggi si trova un raffinato boutique hotel cinque stelle

Affacciata sul mare cristallino della Sardegna sud-orientale, la Villa del Re di Costa Rei custodisce una storia insolita, lontana dagli stereotipi del lusso più patinato. Dove un tempo sorgeva Villa Rei, una colonia penale all’aperto immersa nella macchia mediterranea, oggi si trova un raffinato boutique hotel cinque stelle che ha fatto della discrezione, del benessere e della gastronomia i propri punti di forza.

La trasformazione di questo luogo rappresenta una delle più interessanti operazioni di recupero dell’isola. Per decenni Villa Rei ha ospitato detenuti inseriti in un sistema di detenzione attenuata, basato sul lavoro agricolo e sul contatto diretto con la natura. Un carcere senza mura, pensato come percorso di reinserimento, in un contesto di straordinaria bellezza paesaggistica.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

L’idea di convertire l’ex struttura in una destinazione dedicata all’accoglienza risale già agli anni Settanta, ma soltanto nel 2014, grazie a un importante intervento di recupero promosso dalla famiglia Poli attraverso il gruppo Cronos Retreats, il progetto ha trovato piena realizzazione.

Oggi la Villa del Re dispone di cinquanta camere e suite arredate con eleganza sobria e richiami alla tradizione sarda. L’originaria disposizione degli spazi è stata preservata, privilegiando privacy e tranquillità. Giardini curati, una spiaggia riservata e la piscina a sfioro che si affaccia sul mare contribuiscono a creare un’atmosfera di assoluto relax.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Accanto all’ospitalità, un ruolo centrale è riservato all’offerta gastronomica. La cucina è affidata allo chef Giovanni De Candido che, forte delle sue origini siciliane, propone una visione contemporanea basata sulla qualità della materia prima e su contaminazioni che superano i confini regionali.

Insieme al maître Diego Grussu e al wine director Ivan Rizzo, De Candido ha costruito un percorso culinario articolato in due differenti esperienze. Il ristorante Le Palme interpreta la tradizione italiana con tecnica e attenzione al servizio, recuperando anche il fascino delle preparazioni eseguite al tavolo, tra flambé e lavorazioni al guéridon. Tra i piatti che valorizzano il territorio figurano il risotto alla pompia con gambero rosso, il polpo arrosto accompagnato da chutney di mango e la pancia di maialino esaltata da una salsa al mirto.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

La seconda anima gastronomica dell’hotel è rappresentata dal Bella Vista, terrazza panoramica che ha fatto della cottura alla brace la propria cifra distintiva. Qui protagonisti sono il pescato locale e selezionate carni, valorizzati attraverso preparazioni essenziali che puntano a esaltare la qualità delle materie prime.

L’esperienza si completa con l’Infinity Bar, dedicato alla mixology e ai pranzi leggeri, e con una delle realtà più sorprendenti della struttura: una cantina che custodisce oltre 1.300 etichette, comprese bottiglie rare e annate storiche risalenti fino al 1937. Un patrimonio che arricchisce la carta dei vini e consente di organizzare degustazioni personalizzate per gli ospiti.

Da luogo simbolo di isolamento e rieducazione a destinazione esclusiva dedicata all’accoglienza, la Villa del Re racconta una seconda vita costruita nel segno della valorizzazione del territorio e della sua cultura gastronomica, dimostrando come il recupero della memoria possa trasformarsi in una nuova forma di ospitalità.

 

 

 

@Redazione Sintony News