
C'è chi corre felice sul prato di una casa nuova, chi ha affrontato un viaggio fino a Macomer per godersi la vecchiaia al sicuro e chi, semplicemente, sta imparando a non avere più paura del guinzaglio. Per i sopravvissuti di Santa Luria, l'inferno è finalmente un ricordo sbiadito. A due anni dal clamoroso sequestro della villetta nelle campagne di Quartu, dove oltre duecento animali venivano tenuti in condizioni di estremo degrado, le storie di adozione restituiscono speranza e dignità a creature che non avevano mai conosciuto una carezza.
L'operazione di sgombero forzato, scattata nel 2024, aveva portato alla luce una realtà drammatica di "animal hoarding" (accumulo seriale): due donne, madre e figlia, avevano stipato nel tempo ben 223 cani all'interno di una singola abitazione, trasformata in un canile abusivo. Le condizioni erano disperate. Il personale della struttura Shardana, che si occupò del trasferimento d'urgenza, trovò bestiole terrorizzate e nascoste ovunque, persino dentro il forno della cucina, immerse nella sporcizia e negli escrementi.

Non tutti i cani, purtroppo, sono riusciti a superare i traumi e le precarie condizioni sanitarie in cui versavano al momento del salvataggio. Per molti altri, invece, il trasferimento e le cure hanno aperto le porte di una seconda opportunità.
Il traguardo delle 64 adozioni è stato raggiunto anche grazie al lancio del progetto comunale “Adotta un cane dal canile 2026”, che ha visto una forte sinergia tra le istituzioni e le associazioni di volontariato del territorio.
Restano nella struttura Shardana ancora 99 esemplari: se per la stragrande maggioranza si spera in una chiamata a breve, per una decina di loro sarà prima necessario un percorso mirato di riabilitazione comportamentale con degli specialisti, per superare il terrore dell'uomo causato dagli anni di reclusione.
@Redazione Sintony News