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28 Maggio 2026

Maxi sequestro da oltre 200 milioni: smantellata la rete finanziaria legata a Matteo Messina Denaro

Indagini internazionali della Direzione distrettuale antimafia di Palermo portano al sequestro di società, beni e capitali riconducibili ai profitti del narcotraffico degli anni ’80. Tre arresti

Un patrimonio milionario costruito attraverso il traffico internazionale di droga e reinvestito per decenni in attività finanziarie e societarie sparse in diversi Paesi del mondo. È quanto emerso dalla vasta operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo insieme al comando provinciale della Guardia di Finanza, che ha portato al sequestro di beni e disponibilità economiche per un valore superiore ai 200 milioni di euro, ritenuti riconducibili agli interessi del boss mafioso Matteo Messina Denaro.

Secondo gli investigatori, le somme deriverebbero dai profitti accumulati dal capomafia già negli anni Ottanta attraverso il narcotraffico. Il denaro sarebbe stato successivamente reinvestito e occultato tramite una complessa rete di società, anche offshore, utilizzate per schermare l’origine illecita dei capitali e favorirne il trasferimento all’estero.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Vito Di Giorgio, ha consentito di ricostruire nel dettaglio i movimenti finanziari e i meccanismi di riciclaggio messi in piedi nel tempo. Le indagini si sono sviluppate su scala internazionale coinvolgendo numerosi Paesi, tra cui Andorra, Gibilterra, le isole Cayman, il Lussemburgo, la Svizzera, il Libano, il Principato di Monaco e la Spagna, con approfondimenti investigativi concentrati in particolare nelle località di Malaga, Marbella, Benahavis e Puerto Banús.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati conti correnti, quote societarie, immobili e altre disponibilità economiche considerate frutto di attività illecite aggravate dall’agevolazione mafiosa. Al termine degli accertamenti, tre persone sono finite in arresto con l’accusa di aver avuto un ruolo nella gestione e nel reimpiego dei capitali.

L’operazione rappresenta uno dei più importanti colpi inferti negli ultimi anni ai patrimoni riconducibili a Cosa Nostra e conferma, secondo gli inquirenti, la capacità delle organizzazioni mafiose di infiltrarsi nei circuiti economici internazionali attraverso sofisticati sistemi finanziari.

 

 

 

 

@Redazione Sintony News