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26 Maggio 2026

Caso Garlasco, l'ex legale di Sempio a processo per diffamazione

I legali di Giarda chiedono 116mila euro a Lovati perché sostenne davanti alle telecamere che l'indagine a carico di Sempio era "frutto di una manipolazione" ordita dagli allori legali di Stasi che avrebbero "clandestinamente prelevato il dna"

Si aprirà ufficialmente il prossimo 14 settembre davanti al Tribunale di Milano il processo a carico di Massimo Lovati, l’avvocato che ha assistito Andrea Sempio nelle prime battute della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Lovati è chiamato a rispondere dell'accusa di diffamazione aggravata nei confronti dei componenti dello studio legale Giarda, storici difensori di Alberto Stasi.

I giudici milanesi hanno respinto con fermezza la richiesta d'istanza di sospensione avanzata da Fabrizio Gallo, legale di Lovati. La difesa sosteneva la necessità di congelare il procedimento in attesa che la giustizia si esprima in via definitiva sulla colpevolezza o meno di Sempio per l'omicidio di Chiara Poggi — un verdetto ritenuto dal difensore cruciale per pesare la reale portata delle affermazioni contestate. Una linea bocciata dal collegio giudicante, che ha definito del tutto "inutile" qualsiasi rinvio.

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Al centro della battaglia legale ci sono le pesanti dichiarazioni pubbliche rilasciate da Lovati il 13 marzo 2025. Davanti alle telecamere, l'allora legale di Sempio aveva apertamente sostenuto che il coinvolgimento del suo assistito fosse l'esito di una «manipolazione» orchestrata dal pool difensivo di Stasi, accusando i colleghi di aver «clandestinamente prelevato il DNA» dell'allora nuovo sospettato.

Le reazioni delle parti a margine dell'udienza rispecchiano la durezza dello scontro.

I legali Fabio ed Enrico Giarda hanno chiesto un risarcimento di 116mila euro per danni morali e d’immagine. «La richiesta di sospensione era priva di qualsiasi valore giuridico, l'udienza è andata esattamente come doveva andare», hanno commentato, ricordando inoltre che a Pavia pende una seconda querela contro Lovati per altre affermazioni affidate a Fabrizio Corona.

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L'avvocato Fabrizio Gallo non arretra: «Ci vedremo in Tribunale a settembre e lì faremo valere le nostre ragioni per difenderci».

L'udienza milanese è diventata anche l'occasione per i fratelli Giarda di rivendicare la correttezza delle indagini difensive condotte a suo tempo insieme al padre Angelo Giarda e all'avvocata Giada Bocellari.

«Noi abbiamo sempre creduto nell'innocenza di Alberto Stasi e crediamo fortemente nella revisione del processo», ha scandito Fabio Giarda davanti ai giornalisti.

I penalisti hanno ricordato come il loro vecchio dossier investigativo poggiasse su pilastri precisi — l'analisi dei tabulati telefonici, il riscontro di uno scontrino e, infine, la comparazione genetica sui profili repertati sotto le unghie della vittima. Gli sviluppi dell'inchiesta bis a Pavia, secondo i Giarda, non fanno che rivalutare quel lavoro: «Per anni abbiamo dovuto subire accuse di 'macchinazione'. Oggi le nuove indagini ci confortano, confermando quanto abbiamo sempre sostenuto».

I legali hanno infine precisato che non commenteranno i dettagli tecnici del procedimento attualmente a carico di Sempio per rispetto metodologico: «A differenza di altri, noi non ci esprimiamo senza aver prima letto le carte. Il destino giudiziario di Sempio in sé non ci interessa, il nostro unico auspicio è che vada in porto la revisione del processo per Alberto».

 

@Redazione Sintony News