
La proposta di aumentare di cinque euro il costo delle sigarette e degli altri prodotti a base di nicotina compie un passo avanti verso il Parlamento. La raccolta firme per la legge di iniziativa popolare lanciata dalla campagna “5 euro contro il fumo” ha infatti superato la soglia delle 50mila adesioni necessarie per avviare l’iter parlamentare.
A promuovere l’iniziativa sono Associazione Italiana di Oncologia Medica, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM, che in una nota congiunta hanno espresso soddisfazione per il risultato raggiunto in pochi mesi dal lancio della campagna.

La proposta prevede l’introduzione, a partire dal prossimo gennaio in caso di approvazione, di una nuova accisa da cinque euro applicata a tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. L’aumento riguarderebbe quindi non solo le sigarette tradizionali, ma anche tabacco riscaldato e sigarette elettroniche.
Secondo i promotori, il rincaro avrebbe un duplice obiettivo: ridurre il consumo di tabacco e rafforzare il sistema sanitario pubblico. Le risorse raccolte attraverso la nuova imposta, infatti, verrebbero destinate direttamente al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale.
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Le associazioni che sostengono il progetto ritengono che una misura di questo tipo potrebbe portare a un calo significativo del numero di fumatori, con una riduzione stimata dei consumi intorno al 37%. Parallelamente, il nuovo sistema di tassazione potrebbe generare un gettito annuo vicino agli 800 milioni di euro.
Ora la proposta dovrà essere calendarizzata e discussa dal Parlamento. I promotori chiedono tempi rapidi, ricordando il precedente della legge sull’oblio oncologico, approvata in tempi relativamente brevi da Camera e Senato.
Il tema, intanto, si prepara ad aprire il dibattito politico e sociale tra esigenze di salute pubblica, lotta alle dipendenze e impatto economico sui consumatori.
@Redazione Sintony News