News

Attualità
19 Maggio 2026

La Sardegna chiude il Salone tra letteratura, memoria e intelligenza artificiale

Dalla letteratura all’intelligenza artificiale, passando per musica, cinema e identità culturale: la presenza sarda al Salone 2026 chiude con numeri in crescita e una visione sempre più riconoscibile nel panorama editoriale nazionale

Lunedì 18 maggio, ultimo giorno di presenza torinese della Sardegna. 

La giornata conclusiva della presenza sarda al Salone si è configurata come un attraversamento compatto dei linguaggi che oggi definiscono il modo in cui l’isola si racconta e si proietta nel mondo. La mattina si è aperta con un incontro dedicato a La musica nasce dove deve nascere di Remo Brandoni, un’opera che interroga la natura stessa dell’atto creativo e che, nel dialogo tra autore e intelligenza artificiale, ha offerto al pubblico un terreno di confronto in cui la sensibilità umana e la logica algoritmica cercano un punto di contatto. L’incontro ha mostrato come la musica, nella sua dimensione più intima, possa diventare un laboratorio di relazione tra memoria personale, esperienza artistica e nuove forme di ascolto, aprendo una riflessione più ampia sul ruolo degli strumenti digitali nella costruzione del pensiero musicale.

La narrativa ha poi assunto il centro della scena con Baci di laguna di Roberto Brughitta, un romanzo che riporta il lettore nella Sardegna medievale e che intreccia una storia d’amore con un contesto storico segnato da tensioni, trasformazioni e testimonianze materiali ancora vive nel territorio. Il dialogo con l’autore ha restituito la complessità di un’epoca in cui i villaggi, i monasteri e le comunità locali diventano luoghi di passaggio, di conflitto e di resistenza, mentre le letture hanno dato voce a un immaginario che unisce rigore documentario e forza narrativa.

A seguire, L’alchimista di Biddemores di Igor Melis ha riportato il pubblico in una Sardegna sospesa tra mito e quotidiano, dove l’arrivo di Nino nel 1984 diventa occasione per esplorare un territorio emotivo fatto di affetti, tensioni, figure arcaiche e memorie che riaffiorano. Il racconto si muove tra realtà e simbolo, restituendo una comunità che non si lascia ridurre a nostalgia ma che continua a trasformarsi, mantenendo intatta la propria capacità di evocare un senso di appartenenza.

Il percorso è proseguito con L’isola muta di Andrea Negro, un viaggio nei silenzi della Sardegna che si fa diario interiore e attraversamento di luoghi, volti e atmosfere. Il libro mette in scena una rigenerazione emotiva che nasce dal contatto con l’essenza più autentica dell’isola, una dimensione in cui la geografia diventa esperienza e la memoria si intreccia con il paesaggio, restituendo un’immagine della Sardegna come spazio di ascolto e di trasformazione.

Nel pomeriggio, la chiusura del programma ha rivolto lo sguardo verso il futuro con l’incontro dedicato a Sebina AI, evoluzione dello storico sistema bibliotecario, oggi utilizzato da numerose reti italiane per la gestione di cataloghi, servizi e attività bibliotecarie.

L’incontro, a cura del Servizio valorizzazione e gestione del patrimonio culturale della Regione Autonoma della Sardegna, in collaborazione con Innovation & Solution Designer Biblioteche e Dot Beyond, è stato coordinato da Elisabetta Pani, direttrice del Servizio Valorizzazione e Gestione del Patrimonio culturale presso la Direzione Generale dei Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, insieme ad Angela Messina e Marisa Montanari, con la moderazione di Floriana Me.

Il confronto ha messo al centro le potenzialità dell’intelligenza artificiale applicata ai sistemi della conoscenza, mostrando come Sebina AI trasformi il catalogo bibliotecario in uno strumento capace di comprendere il linguaggio naturale e accompagnare gli utenti nella ricerca senza richiedere competenze tecniche specifiche. La piattaforma interpreta il significato delle domande, collega temi, autori, luoghi e materiali differenti e costruisce percorsi di consultazione più intuitivi, accessibili e inclusivi.

L’esperienza della Sardegna assume in questo contesto un valore particolare perché nasce all’interno di una rete bibliotecaria già integrata e diffusa sul territorio. La tecnologia non sostituisce il lavoro delle professioniste e dei professionisti delle biblioteche, ma ne rafforza la funzione pubblica, facilitando l’incontro tra utenti, patrimonio documentario e conoscenza.

Il dialogo tra le esperte del settore ha evidenziato come l’innovazione possa diventare uno strumento concreto di valorizzazione culturale, capace di trasformare la consultazione in un’esperienza di scoperta e approfondimento. Le biblioteche emergono così come luoghi in cui memoria e innovazione convivono, custodendo il patrimonio culturale e aprendosi allo stesso tempo a nuovi modi di esplorare e condividere il sapere.

La quarta giornata del Salone restituisce così l’immagine di una Sardegna capace di tenere insieme radici e visione, letteratura e tecnologia, patrimoni culturali e sistemi digitali della conoscenza. Una presenza che continua a raccontarsi attraverso linguaggi differenti ma attraversati da una stessa tensione verso il futuro.

Bilancio positivo per la Regione Sardegna e l’AES al Salone del libro di Torino

Si chiude con un bilancio fiduciosamente positivo la partecipazione dell’Associazione Editori Sardi alla XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, realizzata insieme alla Regione Sardegna e all’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, in collaborazione e con il sostegno della Fondazione di Sardegna. L’edizione 2026 ha registrato numeri di grande rilievo, con oltre mille spazi espositivi, trentasei sale incontro, otto laboratori, un pubblico complessivo di 250mila presenze. La crescita delle affluenze nei giorni feriali, la forte partecipazione giovanile e l’aumento degli abbonamenti confermano un cambiamento nelle modalità di fruizione del Salone, sempre più vissuto come luogo di ritorno e di relazione.

In questo contesto, l’anno dedicato a Il mondo salvato dai ragazzini ha visto una presenza scolastica particolarmente significativa, con 35mila studenti e docenti, e un pubblico under 35 che rappresenta quasi la metà dei visitatori. Sono dati che confermano l’attenzione crescente delle nuove generazioni verso il libro e la lettura, e che restituiscono un quadro dinamico e in evoluzione. 

Per avere più chiara la dimensione del pubblico del Salone, esclusa la popolazione scolastica che lo ha frequentato, il 24% dei visitatori e delle visitatrici è stato under 25, il 49% dei visitatori under 35, il 63% under 45. Percentuali che rivelano un mondo di lettrici e lettori che danno fiducia all’intero comparto librario nella diversità delle proposte presentate. 

Per la Sardegna, il 2026 ha rappresentato un’occasione di particolare valore simbolico e culturale. La coincidenza del centenario del Premio Nobel a Grazia Deledda, del riconoscimento UNESCO delle Domus de Janas e dei 40 anni dell’Associazione Editori Sardi ha permesso di presentare a Torino un progetto unitario, riconoscibile, capace di intrecciare memoria e contemporaneità. Con trentatré case editrici, quattro marchi, due ospiti istituzionali e oltre quarantotto appuntamenti, la presenza sarda ha offerto un’immagine corale della produzione editoriale isolana, sostenuta da una selezione ragionata dei cataloghi nello stand regionale, più di ampio respiro in quello dell’Aes, e da un programma che ha integrato letteratura, musica, cinema e dialoghi con autori e autrici.

Il claim La volta dipinta di stelle ha fornito la cornice narrativa dell’intero progetto. L’illustrazione di Paola Serra, con la bambina che guarda il cielo stellato attraverso l’apertura di una domus e il servetto custode dell’Anellino d’argento, ha restituito un’immagine di incontro tra generazioni, patrimonio e immaginazione. Un’immagine che dialoga naturalmente con il tema del Salone e che ha contribuito a rendere riconoscibile la presenza sarda all’interno di un contesto nazionale molto articolato.

Dal punto di vista dell’Associazione Editori Sardi, il risultato è positivo in modo concreto e misurabile. La posizione dello stand, l’afflusso costante di pubblico, l’interesse verso i titoli presentati, la qualità degli incontri e la possibilità di dialogare con lettori, operatori e istituzioni hanno rafforzato la visibilità del sistema editoriale regionale. Le case editrici hanno registrato un incremento di attenzione e di vendite, confermando il ruolo del Salone come piattaforma strategica per la promozione del libro sardo e per l’apertura di nuove relazioni professionali.

La Sardegna torna da Torino con un’immagine solida e coerente, capace di rappresentare la ricchezza della propria produzione culturale senza ricorrere a toni celebrativi. È un risultato che incoraggia a proseguire nel lavoro di costruzione di una presenza editoriale riconoscibile, radicata e aperta, e che conferma la funzione dell’AES come presidio di identità e di progettualità culturale. Una presenza che, anche quest’anno, ha saputo inserirsi con misura e autorevolezza nella più ampia narrazione del Salone.

Le dichiarazioni di Simonetta Castia, presidente Associazione Editori Sardi 

“Chiudiamo questa edizione del Salone con la consapevolezza che l’editoria sarda possa contare su case editrici che continuano a investire con convinzione e responsabilità nel proprio lavoro, nonostante le difficoltà del settore.

Il riscontro del pubblico ci incoraggia. I libri e gli autori proposti hanno incontrato interesse e attenzione, e vedere tanti giovani lettori attraversare lo Spazio Sardegna rappresenta un segnale importante. Molti visitatori conoscevano poco la Sardegna e hanno scelto di avvicinarsi ai nostri libri per scoprirla meglio, confermando il valore culturale di questo dialogo.

Anche i numeri restituiscono un quadro positivo. Nei due spazi espositivi dedicati all’editoria sarda si registra un incremento delle vendite rispetto allo scorso anno: +10% nello stand istituzionale della Regione Sardegna e un incremento, più marcato e sensibile, del 30%, nello spazio gestito dall’Associazione Editori Sardi con il sostegno della Fondazione di Sardegna.

Sono dati che confermano come investire nell’incontro tra libri e lettori sia una scelta giusta e strategica. Crediamo di aver lavorato bene, ma sappiamo anche che esistono margini importanti per crescere ancora e rendere la presenza della Sardegna sempre più forte, riconoscibile e capace di creare nuove relazioni attorno ai libri e alle storie dell’Isola che nei saloni e nelle fiere del libro devono o dovrebbero rimanere i veri protagonisti insieme agli spazi di incontro con il pubblico.”


 

 

 

@Redazione Sintony News