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13 Maggio 2026

Omicidio Garlasco, il "caso Sempio": i sei pilastri della Procura contro il presunto killer

La Procura di Pavia è convinta di aver finalmente stretto il cerchio attorno ad Andrea Sempio, oggi 38enne, delineando un quadro accusatorio che poggia su sei punti chiave

A diciannove anni dal delitto che ha segnato la cronaca nera italiana, l’inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi vive un nuovo, drammatico capitolo.

La Procura di Pavia è convinta di aver finalmente stretto il cerchio attorno ad Andrea Sempio, oggi 38enne, delineando un quadro accusatorio che poggia su sei punti chiave: una combinazione di nuove analisi scientifiche, intercettazioni choc e il sospetto di una corruzione sistemica che avrebbe inquinato le prime indagini.

Sullo sfondo, un’inchiesta parallela a Brescia che ipotizza uno scenario inquietante: la famiglia Sempio avrebbe pagato alcuni inquirenti per far archiviare in fretta la posizione del figlio nel 2017.

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Il punto di svolta scientifico riguarda i residui biologici trovati sotto le unghie di Chiara. Secondo la genetista Denise Albani, quella traccia non è solo comparabile, ma restituirebbe il profilo del cromosoma Y di Sempio (linea paterna). Se per la difesa si tratta di un "contatto secondario" dovuto alla frequentazione della casa, per l'accusa — forte della consulenza di Cristina Cattaneo che ha confermato ferite da difesa — quel DNA è la firma dell'assassino impressa durante la colluttazione finale.

Riemerge dal passato un'impronta palmare, inizialmente scartata, che la Procura attribuisce ora a Sempio grazie a 15 "minuzie" (punti di corrispondenza). Secondo i periti dei PM, la traccia era "bagnata" di sudore o sangue. La difesa ribatte sostenendo che l'attribuzione non sia certa e che, comunque, l'impronta non sia databile, ricordando che Andrea frequentava anche la cantina dei Poggi.

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Crolla, secondo i magistrati, l’alibi di quella mattina. Lo scontrino di un negozio di Vigevano, presentato da Sempio per dimostrare la sua lontananza da Garlasco, sarebbe stato in realtà procurato dalla madre (recatasi in città per incontrare un amante). Un'intercettazione tra i genitori sembra confermare il sospetto: "Lo scontrino lo hai fatto tu", dice il padre alla moglie, aggiungendo che il figlio quella mattina "era a piedi".

Gli inquirenti ipotizzano un movente passionale-morboso. Sempio avrebbe sviluppato un'ossessione per Chiara dopo aver visionato alcuni video intimi della ragazza con il fidanzato. La prova risiederebbe nel fatto che Chiara, poco prima di morire, protesse i file con una password. In un soliloquio, Sempio fa riferimento a una "pennetta" USB, la stessa su cui i periti hanno trovato traccia di un video rimasto visibile proprio nel mese precedente al delitto.

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A tradire il 38enne sarebbero stati i dialoghi con se stesso catturati dalle microspie in auto. In questi audio, Sempio pronuncia frasi pesantissime: "È stata una bella stronza, il video ce l'ho", e riferimenti precisi a dettagli del delitto come la presenza di sangue e il contenuto di alcune chiamate. Per la difesa sono solo commenti a podcast di cronaca nera; per la Procura sono ammissioni di colpevolezza su dettagli che solo l'omicida poteva conoscere.

L’ultimo pilastro è politico-giudiziario. I magistrati ritengono di aver documentato un passaggio di denaro in contanti dalla famiglia Sempio ad alcuni carabinieri per "comprare" il silenzio e la chiusura lampo delle indagini aperte nel 2017. La difesa nega, parlando di pagamenti in nero destinati esclusivamente agli avvocati, ma il sospetto di un depistaggio prezzolato pesa come un macigno sulla credibilità dell'indagato.

Mentre Alberto Stasi resta in carcere con una condanna definitiva, la Procura di Pavia si prepara a chiedere il processo per Sempio, convinta che il vero colpevole di Garlasco non sia mai stato punito.

 

 

@Redazione Sintony News