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12 Maggio 2026

Festival di Cannes 2026: le 10 cose da sapere

Dal debutto alla regia di John Travolta al ritorno del cinema russo, passando per l’assenza delle major hollywoodiane e il caso John Lennon ricreato con l’Intelligenza Artificiale

Il Festival di Cannes 2026 si svolge in uno scenario internazionale particolarmente delicato, segnato da tensioni geopolitiche e conflitti che inevitabilmente influenzano anche il mondo del cinema. Temi, partecipazioni e atmosfera della manifestazione riflettono infatti un clima ben distante dall’immagine più mondana e leggera spesso associata alla Croisette. Non è la prima volta che Cannes si confronta con un contesto globale complesso, e probabilmente non sarà nemmeno l’ultima.

Dal 12 al 23 maggio andrà in scena la 79ª edizione del festival, con 22 film in corsa per la Palma d’Oro, il premio che verrà assegnato nella serata conclusiva del 23 maggio. In concorso figurano alcuni dei più importanti nomi del cinema d’autore internazionale: lo spagnolo Pedro Almodóvar, il giapponese Hirokazu Kore-eda, l’iraniano-francese Asghar Farhadi, il polacco Paweł Pawlikowski e il romeno Cristian Mungiu. Accanto ai maestri già affermati emergono anche nuovi talenti come il belga Lukas Dhont e la francese Léa Mysius.

CANNES 2026 al via, la guida ai film - neeon

Grande curiosità ruota attorno a Hope, diretto dalla sudcoreana Na Hong-jin e interpretato dalla coppia nella vita reale Michael Fassbender e Alicia Vikander. Attenzione anche per “Sheep in the Box”, il nuovo progetto di Kore-eda dedicato al rapporto tra tecnologia e intelligenza artificiale. A presiedere la giuria sarà il regista sudcoreano Park Chan-wook, affiancato da personalità di rilievo del panorama cinematografico internazionale, tra cui Demi Moore, protagonista di “The Substance”. Nessun titolo italiano sarà presente nelle sezioni principali della rassegna, fatta eccezione per Cannes Classics, e non ci saranno rappresentanti italiani nemmeno tra i giurati.

Una delle novità più evidenti di questa edizione è l’assenza delle grandi major hollywoodiane. Negli anni passati Cannes aveva ospitato produzioni spettacolari con star come Tom Cruise grazie a film quali “Top Gun” e “Mission: Impossible”, ma quest’anno nessuna importante casa di produzione americana ha scelto il festival per lanciare un blockbuster. Alla base di questa decisione ci sarebbero strategie economiche più prudenti, una crescente preferenza per campagne promozionali controllate e fortemente orientate ai social network, oltre al timore che una recensione negativa della critica possa compromettere il successo commerciale di una pellicola. Anche il clima internazionale, segnato da conflitti aperti e tensioni che coinvolgono direttamente Stati Uniti e Iran, avrebbe inciso sulle scelte degli studios.

Tra i protagonisti più attesi spicca John Travolta, pronto a debuttare alla regia con “Propeller One-Way Night Coach”. Il film racconta il viaggio di un giovane ragazzo nell’epoca d’oro dell’aviazione, argomento particolarmente caro all’attore, noto per la sua passione per il volo e gli aeroplani.

Sulla Croisette sfileranno comunque numerose celebrità internazionali. Scarlett Johansson e Adam Driver presenteranno “Paper Tiger”, thriller diretto da James Gray. Rami Malek sarà invece protagonista di “The Man I Love” del regista Ira Sachs. Attesi anche Javier Bardem, Renate Reinsve, Kristen Stewart e Woody Harrelson con film presentati in anteprima mondiale. Sul tappeto rosso sono previste anche le apparizioni di Julianne Moore e Cate Blanchett, mentre Barbra Streisand e il regista Peter Jackson riceveranno premi alla carriera.

Grande attenzione accompagnerà anche il ritorno del regista russo Andrey Zvyagintsev, candidato all’Oscar per “Leviathan” e “Loveless”. Dopo aver rischiato la vita a causa del Covid ed essersi allontanato dalla Russia in seguito all’invasione dell’Ucraina nel 2022, il cineasta torna in concorso con “Minotaur”, opera che affronta il delicato tema della borghesia russa e della coscrizione militare nei primi mesi della guerra.

Andrey Zvyagintsev - Biografia - IMDb

Spazio anche al calcio, presenza insolita ma significativa in questa edizione della manifestazione. Il documentario britannico “Cantona” racconterà la figura dell’ex campione francese Eric Cantona, mentre il film argentino “The Match” ripercorrerà la celebre sfida tra Inghilterra e Argentina ai Mondiali del 1986, passata alla storia per il gol segnato con la mano da Diego Maradona.

Uno dei temi centrali della rassegna sarà l’intelligenza artificiale. Il regista Steven Soderbergh presenterà il documentario “John Lennon: The Last Interview”, costruito a partire da un’intervista rilasciata dal fondatore dei Beatles poche ore prima del suo assassinio, avvenuto l’8 dicembre 1980 al Dakota Building di New York. Per il film sono state utilizzate immagini d’archivio e, in maniera controversa, ricostruzioni generate tramite IA del volto di John Lennon. Un tema destinato ad alimentare il dibattito sul futuro del cinema e delle professioni creative, inclusa quella dello sceneggiatore.

Tra gli altri titoli più attesi figura “Rehearsals for a Revolution” della regista iraniana Pegah Ahangarani, dedicato alla repressione politica in Iran, argomento reso ancora più attuale dalla situazione internazionale. Dopo il debutto storico del cinema nigeriano nelle sezioni ufficiali dello scorso anno, i fratelli gemelli Arie Esiri e Chuko Esiri torneranno a rappresentare Nollywood con “Clarissa”, film selezionato alla Quinzaine des Réalisateurs e interpretato da Ayo Edebiri e David Oyelowo.

Infine, Andy Garcia presenterà “Diamond”, progetto personale sviluppato nell’arco di quindici anni, mentre la Francia punterà molto sulla grande produzione dedicata all’eroe di guerra e figura politica Charles de Gaulle, protagonista di un ambizioso film in due parti destinato a rappresentare uno degli eventi cinematografici più importanti dell’intera manifestazione.

 

 

 

 

 

Letizia Demontis