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6 Maggio 2026

Trump attacca di nuovo Papa Leone XIV: “Mette in pericolo molti cattolici”

Dal Vaticano, la risposta è affidata alla consueta prudenza del Segretario di Stato, il Cardinale Pietro Parolin, che ha scelto di non alimentare la polemica

Non accenna a placarsi la tempesta diplomatica tra gli Stati Uniti e la Santa Sede. A quarantott'ore dall'atteso incontro a Roma tra il Segretario di Stato americano Marco Rubio e Papa Leone XIV, il Presidente Donald Trump ha deciso di alzare ulteriormente il tiro, lanciando accuse pesantissime che rischiano di far saltare ogni tentativo di mediazione.

In un'intervista rilasciata al Salem News Channel, network di riferimento per l'elettorato evangelico e conservatore, il tycoon ha attaccato frontalmente la linea diplomatica del Pontefice sulla questione mediorientale: «Lui ritiene che sia ok per l’Iran avere un’arma nucleare e non credo sia una cosa buona. Credo che stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte altre persone», ha dichiarato Trump.

Le parole del Presidente arrivano dopo quindici giorni di tensioni crescenti, segnati da definizioni sprezzanti nei confronti del Papa, già etichettato come «debole sulla criminalità» e «pessimo in politica estera». Si tratta di una rottura stilistica e politica senza precedenti nei rapporti tra un inquilino della Casa Bianca e il Vaticano.

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Mentre l'ambasciatore USA Brian Burch parlava di necessità di un «dialogo autentico» e di «fraternità» per superare i disaccordi emersi durante il periodo pasquale, Trump ha scelto di soffiare sul fuoco, avallando anche le provocazioni del commentatore Hugh Hewitt, secondo cui il Pontefice «deve ancora imparare alcune cose».

Dal Vaticano, la risposta è affidata alla consueta prudenza del Segretario di Stato, il Cardinale Pietro Parolin, che ha scelto di non alimentare la polemica:

«Il Papa ha già dato una risposta molto cristiana, dicendo che sta facendo quello che il suo ruolo esige: predicare la pace. Il Santo Padre va avanti per la sua strada, come direbbe San Paolo, opportune et importune».

Una fermezza diplomatica che punta a depotenziare l'offensiva mediatica americana, ribadendo la missione universale del papato al di sopra delle logiche di schieramento geopolitico.

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In Italia, la classe politica ha reagito con compattezza in difesa del Pontefice, superando le tradizionali divisioni tra schieramenti: Giorgia Meloni ha bollato le uscite di Trump come «inaccettabili».

Matteo Salvini è stato perentorio: «Il Papa non si discute, si ascolta».

Elly Schlein: ha criticato duramente il Presidente americano, definendolo un «bullo prepotente» che non accetta visioni divergenti dalla propria.

L'appuntamento cruciale resta quello di giovedì 7 maggio alle 11:30, quando Marco Rubio varcherà la soglia del Palazzo Apostolico. Sarà un'udienza ad alta tensione, dove il Segretario di Stato dovrà tentare l'impossibile: ricucire uno strappo che il suo stesso Presidente continua ad allargare.

 

@Redazione Sintony News