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6 Maggio 2026

Madri in Sardegna: buoni risultati in lavoro e salute, ma pesa il calo delle nascite

Secondo Save the Children, l’isola migliora in occupazione femminile e benessere, ma resta ultima per natalità e scende al 15° posto complessivo

Le madri sarde presentano condizioni generalmente positive per quanto riguarda salute e occupazione, ambiti nei quali la regione si colloca al quarto posto a livello nazionale. Questo quadro favorevole è però penalizzato dal persistente dato negativo relativo alla natalità: l’isola continua infatti a occupare l’ultima posizione nella sezione demografica.

In base al rapporto “Le Equilibriste - La maternità in Italia 2026”, realizzato da Save the Children in collaborazione con ISTAT, la Sardegna si posiziona al quindicesimo posto nella graduatoria complessiva dei territori più attenti alle madri, perdendo una posizione rispetto al 2025.

Decisamente rilevante è invece il miglioramento registrato nel campo lavorativo: la regione compie un significativo balzo in avanti, passando dal dodicesimo al quarto posto. Questo progresso si accompagna a un aumento del tasso di occupazione tra le donne con figli minori, salito dal 61,4% al 63,8%, e a una riduzione del part-time involontario femminile, sceso dal 23,4% al 21,1%.

Segnali positivi emergono anche sul fronte sanitario, dove la Sardegna sale al quarto posto (dall’ottavo dell’anno precedente) tra le regioni del Mezzogiorno che si collocano al di sopra della media nazionale, insieme ad altre realtà virtuose come la Basilicata, quinta in classifica.

Per quanto riguarda il livello di soddisfazione percepita, la situazione rimane invariata: l’isola conferma il quattordicesimo posto già registrato nell’edizione precedente.

Come evidenzia Antonella Inverno, responsabile Ricerca e Analisi Dati di Save the Children Italia, i dati restituiscono l’immagine di un Paese in cui la maternità continua a rappresentare uno dei principali fattori di disuguaglianza. Il sistema attuale tende ancora a scaricare in modo sproporzionato sulle donne i costi della genitorialità, una criticità che il rapporto denuncia da undici anni.

Nel 2026, la condizione delle madri in Italia appare persino peggiorata rispetto al passato. Nonostante gli impegni annunciati, aumentano le dimissioni tra le neomadri; inoltre, tra le più giovani, molte non studiano, non lavorano e non sono inserite in percorsi formativi, evidenziando una fragilità sociale ancora diffusa.

 

 

 

 

Letizia Demontis