
Matteo Bonacina, arciere della nazionale paralimpica, è agli arresti domiciliari con l’accusa di stalking e violenza sessuale. Il provvedimento è stato disposto nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura di Roma e condotta dalla polizia postale.
Secondo quanto emerso, e anticipato dal quotidiano Repubblica, Bonacina avrebbe molestato gravemente almeno cinque atlete e un’allenatrice tra il 2019 e il 2024. Tra gli episodi contestati vi sarebbe la richiesta, rivolta a una componente della nazionale, di consegnargli un perizoma rosso come portafortuna in vista delle Paralimpiadi di Parigi 2024. Durante gli stessi Giochi, inoltre, avrebbe tentato di abusare di un’altra atleta nella stanza d’albergo e inviato immagini intime alle sportive. Le vittime accertate sarebbero almeno sei.
L’indagine ha avuto origine da una segnalazione trasmessa all’autorità giudiziaria dopo la sospensione cautelare dell’atleta da ogni attività agonistica. Bonacina, 42 anni, residente in provincia di Torino, è indagato per atti persecutori, abuso psicologico, molestie e violenze sessuali ai danni di atlete della nazionale paralimpica di tiro con l’arco, incluse minorenni.

Gli accertamenti informatici effettuati dal Centro operativo di Torino e le indagini coordinate dalla procura capitolina hanno delineato un quadro ritenuto particolarmente grave. Sarebbero state ricostruite condotte sia verbali sia fisiche nei confronti delle colleghe, avvenute negli impianti sportivi e attraverso i social network, mediante l’invio di messaggi, immagini e video a contenuto sessuale esplicito. Tali comportamenti si sarebbero protratti per anni, già a partire dal 2013, generando un clima di ansia e tensione costante nell’ambiente sportivo.
Nell’inchiesta compare anche un secondo indagato: il direttore tecnico della squadra nazionale Para-Archery, Guglielmo Donato Fuchsova. Nei suoi confronti è contestato il reato di stalking aggravato, poiché commesso ai danni di persone con disabilità. Secondo l’accusa, avrebbe inizialmente mantenuto un comportamento omissivo e permissivo rispetto alle azioni di Bonacina, pur essendo queste note all’interno della squadra. In seguito, avrebbe minacciato le atlete, in modo più o meno esplicito, di escluderle dal gruppo o di non convocarle qualora non avessero tollerato le molestie, scoraggiando ogni forma di protesta. In un’occasione, il dirigente avrebbe giustificato la situazione affermando: “Se lui fa punti, tolleriamo”.

Nel provvedimento cautelare a carico di Bonacina, il giudice evidenzia la natura compulsiva delle condotte. Nonostante rimproveri, contestazioni e diffide ricevute, l’indagato avrebbe continuato nei suoi comportamenti senza alcun effetto dissuasivo. Dall’ordinanza emerge un quadro definito di “compulsività predatoria sessuale”, esercitata in modo costante e reiterato nei confronti di numerose atlete e mai attenuata, neppure in presenza di denunce.
Sul piano sportivo, la Federazione Italiana Tiro con l’Arco ha precisato che la vicenda era già stata esaminata dalla giustizia federale, concludendosi con la massima sanzione disciplinare. In una nota, la federazione ha sottolineato che le decisioni sono state pubblicate secondo le modalità previste dagli organi competenti. Già a maggio 2025 il tribunale federale aveva disposto la sospensione dell’atleta, seguita, due mesi dopo, dalla radiazione, successivamente confermata. Bonacina ha presentato ricorso al Collegio di garanzia del Coni, ma da oltre un anno non partecipa a competizioni ufficiali.
Letizia Demontis