
Riconoscere tempestivamente e trattare la depressione nelle persone con diagnosi oncologica è oggi possibile grazie a un modello innovativo messo a punto dall’Aou di Cagliari e dall’Ausl di Ferrara.
La condizione depressiva riguarda fino a un quarto dei pazienti oncologici, ma risulta ancora frequentemente non individuata o gestita in modo inadeguato. Questo comporta ripercussioni significative sulla qualità della vita, sulla continuità delle cure e sull’evoluzione clinica della patologia. Inoltre, le evidenze relative all’efficacia e alla sostenibilità economica degli interventi disponibili, soprattutto di tipo non farmacologico, restano ancora limitate.
L’attività scientifica è stata sviluppata dal Servizio di Riabilitazione Psicosomatica dell’Aou di Cagliari, coordinato dal professor Mauro Giovanni Carta, in collaborazione con la Psichiatria di Consultazione dell’Ausl di Ferrara, diretta dal professor Luigi Grassi.

L’iniziativa è sostenuta dal Ministero della Salute attraverso i fondi del PNRR - NextGenerationEU. La professoressa Federica Sancassiani, per l’Aou di Cagliari, svolge il ruolo di responsabile operativa, mentre il professor Luigi Grassi, per l’Ausl di Ferrara, ne è il responsabile scientifico.
Il lavoro ha consentito di elaborare un sistema predittivo del rischio di depressione nei pazienti oncologici, che sarà reso accessibile anche online per la consultazione pubblica. Parallelamente, sono state analizzate efficacia e sostenibilità economica di interventi innovativi non farmacologici, tra cui la stimolazione magnetica transcranica ripetitiva - tecnica non invasiva e indolore che utilizza campi magnetici per modulare l’attività cerebrale - e la riabilitazione cognitiva in realtà virtuale immersiva rivolta a pazienti oncologici con sintomi depressivi.
I risultati preliminari saranno illustrati venerdì 8 maggio a Cagliari, presso l’Hotel Regina Margherita, con avvio dei lavori previsto alle 8.30, durante il convegno conclusivo dell’iniziativa.
Letizia Demontis