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6 Maggio 2026

Carburanti, stangata di maggio: in Sardegna la benzina vola a 1,93 euro

Tra il 1° e il 5 maggio, il prezzo medio della verde in Sardegna è schizzato da 1,758 a 1,934 euro al litro

Un rientro dal ponte del 1° maggio decisamente amaro per gli automobilisti sardi. In soli cinque giorni, il costo della benzina nell'Isola ha subito un’impennata verticale, lasciando i consumatori alle prese con quello che l’Unione Nazionale Consumatori definisce senza mezzi termini una "stangata".

Tra il 1° e il 5 maggio, il prezzo medio della verde in Sardegna è schizzato da 1,758 a 1,934 euro al litro. Un balzo di 17,6 centesimi che si traduce, conti alla mano, in un esborso supplementare di 8,80 euro per un pieno standard da 50 litri.

L’Isola non è sola in questa scalata dei prezzi, ma si posiziona stabilmente nella fascia alta della classifica nazionale dei rincari, condividendo l'ottavo posto con il Friuli Venezia Giulia. Sebbene il record del maggior incremento spetti alla Provincia Autonoma di Trento (+18,5 centesimi), la Sardegna segue a ruota i rincari record registrati in Toscana, Lombardia e Piemonte.

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Il dato sardo appare ancora più preoccupante se analizzato in termini assoluti: con 1,934 euro al litro, la Sardegna si conferma una delle regioni più care d'Italia, superata solo da aree storicamente critiche come la Calabria (1,940), la Valle d'Aosta e Bolzano (1,945), oltre alla rete autostradale che sfiora ormai la soglia psicologica dei due euro (1,981).

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A rendere anomala la situazione è il comportamento divergente dei due principali carburanti. Mentre la benzina è "decollata", nello stesso periodo il prezzo del gasolio è rimasto stabile o è addirittura diminuito in quasi tutte le regioni italiane.

Secondo Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, l'impatto è stato sproporzionato rispetto alle attese. A Trento, ad esempio, l'aumento ha superato persino il rialzo previsto delle accise, suggerendo una fluttuazione dei prezzi industriali o dinamiche speculative locali. Sul fronte opposto della classifica, regioni come Molise e Campania hanno registrato gli aumenti più "contenuti" (+15,1 centesimi), evidenziando comunque un rincaro generalizzato che non ha risparmiato alcun angolo del Paese.

 

 

@Redazione Sintony News