News

Attualità
5 Maggio 2026

“I Promessi Sposi” nel mirino: tra scuola e social esplode il dibattito sul classico di Manzoni

Dalla proposta di rimodulare la presenza del romanzo nei programmi del biennio alle precisazioni del ministro Valditara: tra polemiche, meme e difese del canone letterario, il capolavoro manzoniano torna al centro dell’attenzione pubblica

Da diverse settimane il nome di Alessandro Manzoni è tornato a occupare con forza lo spazio pubblico, non per nuove interpretazioni del suo celebre romanzo, ma per la discussione relativa alla possibile revisione del suo inserimento nei programmi scolastici.

L’ipotesi di ridurre o rimandare lo studio de I Promessi Sposi nel biennio delle scuole superiori ha infatti innescato un acceso confronto, rapidamente esteso dai contesti accademici ai social network. TikTok, Instagram e X si sono trasformati in un’arena di opinioni contrapposte, dove il classico della letteratura italiana è diventato oggetto di commenti, ironie e riflessioni più profonde.

La questione nasce da una bozza delle nuove Indicazioni Nazionali per i licei, elaborate da una commissione istituita presso il Ministero dell’Istruzione. Il gruppo di lavoro è coordinato dal professor Claudio Giunta e presieduto dalla pedagogista Loredana Perla.

Nel documento si ipotizza che I Promessi Sposi non siano più obbligatori nel biennio, lasciando ai docenti la possibilità di selezionare testi ritenuti linguisticamente più accessibili e di posticipare eventualmente lo studio dell’opera al quarto anno.

Sul tema è intervenuto il ministro Giuseppe Valditara, chiarendo pubblicamente che tale proposta “non porta la mia firma” e specificando che si tratta di una riflessione interna alla commissione, non ancora tradotta in una decisione ufficiale del ministero.

Il confronto si è acceso inizialmente online, a partire da una serie di post virali in cui alcuni studenti hanno raccontato le difficoltà incontrate nell’affrontare il linguaggio manzoniano nei primi anni delle scuole superiori. Da lì, il tema ha rapidamente preso piede.

Sui social si sono moltiplicati contenuti ironici e provocatori, accompagnati dagli hashtag #viaipromessisposi e #manzonibasta. Meme, video e parodie hanno trasformato alcune celebri frasi del romanzo in tormentoni digitali, mentre non sono mancati interventi più seri sul valore formativo dell’opera.

Il corpo docente e diversi studiosi si sono divisi. Una parte difende con decisione la presenza del romanzo nel percorso iniziale delle superiori, ritenendo che la sua esclusione comporterebbe un impoverimento culturale significativo. Secondo questa visione, il problema non risiede nel testo, ma nelle modalità con cui viene proposto.

Un’altra posizione, invece, invita a ripensare la scansione didattica senza mettere in discussione il valore del classico. In quest’ottica, il biennio potrebbe essere dedicato a opere più recenti o linguisticamente più immediate, per poi introdurre Manzoni negli anni successivi.

Numerosi insegnanti segnalano inoltre crescenti difficoltà nella comprensione di testi complessi e nella lettura prolungata. Da qui nasce l’idea di un approccio graduale che includa anche narrativa contemporanea e forme espressive più vicine agli studenti, come graphic novel o romanzi moderni.

 

La proposta ha comunque suscitato reazioni contrastanti nel mondo culturale. Diversi commentatori hanno criticato l’idea di semplificare eccessivamente i programmi scolastici, interpretandola come una rinuncia alla complessità dei grandi classici.

Molti utenti adulti dei social hanno raccontato di aver apprezzato Manzoni solo in una fase successiva del proprio percorso formativo, sottolineando però come la scuola debba comunque fornire gli strumenti per affrontare testi impegnativi.

Altri osservatori hanno ampliato la riflessione, evidenziando una problematica più ampia legata alla riduzione dell’attenzione e alla difficoltà di lettura approfondita nell’era dei contenuti rapidi e degli algoritmi.

 

La questione, in definitiva, va oltre il singolo romanzo. Il nodo centrale riguarda il ruolo dei classici nella scuola contemporanea e le modalità attraverso cui renderli accessibili e significativi per generazioni cresciute in un contesto digitale profondamente diverso dal passato.

Tra esigenze di innovazione didattica e difesa della tradizione letteraria, il confronto rimane aperto. Nel frattempo, paradossalmente, proprio il dibattito online ha riportato I Promessi Sposi al centro dell’attenzione pubblica, confermandone ancora una volta la sua inattesa attualità.

 

 

 

 

 

Letizia Demontis