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5 Maggio 2026

Amministrative in Sardegna: al voto il 40% dei Comuni, debutta il ballottaggio nei piccoli capoluogh

Il 7 e 8 giugno, i cittadini di ben 149 Comuni (quasi il 40% del totale regionale) saranno chiamati alle urne per eleggere i nuovi sindaci

La Sardegna si prepara a una tornata elettorale imponente. Il 7 e 8 giugno, i cittadini di ben 149 Comuni (quasi il 40% del totale regionale) saranno chiamati alle urne per eleggere i nuovi sindaci. Sebbene manchino all'appello i grandi capoluoghi storici, la sfida politica è serratissima, resa ancora più incerta da una novità normativa che promette di cambiare gli equilibri nelle urne.

La vera rivoluzione di questa tornata è l'introduzione del ballottaggio obbligatorio per tutti i comuni capoluogo di provincia, indipendentemente dal numero di abitanti. Effetto di un decreto-legge del 2024, la norma stabilisce che, se nessun candidato raggiunge il 50% più uno dei voti, si dovrà tornare alle urne il 21 e 22 giugno.

Questo scenario interessa direttamente Tempio Pausania e Sanluri. Nonostante le critiche trasversali della classe politica sarda, che auspicava la cancellazione di questo automatismo per i centri sotto i 15mila abitanti, la regola è rimasta in vigore, frammentando le coalizioni e moltiplicando il numero degli aspiranti primi cittadini.

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L'attenzione delle segreterie regionali è rivolta soprattutto a Quartu Sant'Elena, la terza città dell'Isola. Il sindaco uscente Graziano Milia punta alla riconferma con un modello civico "allargato": ha incassato il sostegno del Campo Largo (M5S incluso) e, sorprendentemente, del Psd’Az guidato da Christian Stevelli (suo avversario nel 2020). A sfidarlo ci sarà Marco Porcu (Fratelli d'Italia), già assessore regionale, e il civico Roberto Matta.

A Porto Torres, il centrosinistra compatta le fila attorno all'uscente Massimo Mulas. Dovrà vedersela con il leghista Ivan Cermelli (centrodestra unito), con l'avvocata Sara Dettori (polo civico-identitario) e con Loredana De Marco, che guida una coalizione nata dall'intesa tra attivisti M5S e movimenti della sinistra indipendentista.

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Sfida a due, invece, a Sestu: il centrodestra punta sull'esperienza di Michele Cossa (Riformatori), mentre il Campo Largo risponde con l'insegnante Michela Mura.

A Tempio, l'introduzione del ballottaggio ha scatenato una vera e propria pioggia di candidature (cinque i nomi certi). Si prospetta una sfida tra ex sindaci: l'uscente Giannetto Addis (centrodestra con appoggio PD) si scontrerà con Andrea Biancareddu (Lega, ma con sostegni a sinistra), Fabrizio Carta (Sinistra per Tempio) e Gianna Masu (Fronte Comune). Resta l'incognita su Romeo Frediani, che potrebbe ritirarsi per non frazionare ulteriormente l'area dem.

A Sanluri, la partita è al momento un duello tra l'uscente Alberto Urpi (Sardegna al Centro 20Venti) e Cinzia Fenu (S'innova Sanluri). Se la sfida dovesse restare polarizzata tra soli due candidati, il rischio ballottaggio verrebbe meno per via matematica.

 

 

@Redazione Sintony News