
La "trincea" dei prezzi bloccati sta per cedere. Dopo mesi di rassicurazioni, il Ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha gelato le aspettative dei residenti in Sardegna: le tariffe agevolate della continuità aerea sono destinate a salire. «Non riusciremo ancora a lungo a sostenere i maggiori costi delle compagnie», ha ammesso il titolare del Mit durante un question time alla Camera, segnando un netto cambio di rotta rispetto ai toni ottimistici di sole due settimane fa.
Il colosso delle tensioni geopolitiche, con il blocco dello stretto di Hormuz e il conflitto in Medio Oriente, bussa alla porta dell'Isola sotto forma di rincari sui biglietti e una possibile riduzione delle frequenze.
La beffa è servita: proprio mentre dovrebbe entrare a regime il nuovo schema di continuità 2026-2029, che prometteva ribassi fino a 14 euro, l’impennata del costo del petrolio rischia di annullare ogni beneficio. I numeri forniti dal Ministro sono impietosi:

Petrolio alle stelle: il greggio ha toccato i 180 dollari al barile, un balzo dell'80% in pochi giorni e un raddoppio su base annua.
Approvvigionamento: il 50% del combustibile aereo (jet fuel) mondiale transita per Hormuz. L'Italia resiste grazie alle forniture da Egitto e Libia, ma la pressione sui costi è "insostenibile".
Se lo scenario bellico dovesse perdurare, le compagnie aeree — già sul piede di guerra — potrebbero non solo alzare i prezzi, ma anche tagliare i voli, come paventato dal patron di Ryanair, Michael O'Leary. Salvini garantisce l'operatività solo fino a maggio; il dopo resta un'incognita.
Mentre nei cieli si addensano le nubi dei rincari, a terra la politica sarda prova a correre ai ripari. In Consiglio Regionale, Fratelli d'Italia ha presentato una mozione urgente per tagliare il prezzo di benzina e diesel.
La proposta, firmata da Antonello Floris e sostenuta dal capogruppo Paolo Truzzu, prevede:

uno sconto di 20 centesimi al litro per residenti e imprese sarde, un costo per la Regione di 46 milioni di euro per i primi due mesi di applicazione, e i fondi verrebbero reperiti tramite la prossima variazione di bilancio.
«La Sardegna paga il prezzo più alto a causa dell'insularità», ha ricordato Franco Mula (FdI), sottolineando come il caro-carburante stia affossando non solo i trasporti privati, ma anche quelli marittimi e la logistica commerciale.
Il rischio concreto è che la Sardegna si ritrovi in una morsa: da un lato l'incertezza dei collegamenti aerei, dall'altro costi record alla pompa. Il "bicchiere mezzo pieno" citato dal Governo riguarda la certezza dei collegamenti, che non dovrebbero interrompersi del tutto, ma per i cittadini sardi il diritto alla mobilità rischia di diventare, ancora una volta, un lusso insostenibile.
Mentre il Governo nazionale lavora alla proroga del taglio delle accise, la Giunta regionale è ora chiamata a decidere se intervenire direttamente per evitare che l'Isola resti isolata, non per geografia, ma per censo.
@Redazione Sintony News