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30 Aprile 2026

Addio a Giuseppe Aresu: Cagliari piange lo storico fondatore de "La Piemontese"

Per oltre mezzo secolo, Aresu è stato un punto di riferimento per intere generazioni di cittadini

Il mondo del commercio cagliaritano e l'arte dolciaria sarda perdono uno dei loro interpreti più illustri. All'età di 81 anni si è spento Giuseppe Aresu, il maestro pasticciere che con le sue mani e la sua dedizione ha scritto pagine indimenticabili della storia del gusto nel capoluogo.

Per oltre mezzo secolo, Aresu è stato un punto di riferimento per intere generazioni di cittadini. Non solo un commerciante, ma un custode di sapori rari e di una sapienza artigiana che sembra appartenere a un'altra epoca, fatta di precisione, passione e un amore instancabile per il proprio mestiere.

Il legame indissolubile tra la famiglia Aresu e Cagliari ha una data d'inizio precisa: il 1974. In quell'anno, Giuseppe aprì insieme alla moglie Lina la storica pasticceria "La Piemontese". Da quel laboratorio nel cuore della città sono uscite creazioni che sono diventate icone della tradizione locale, frutto di una selezione rigorosa delle materie prime e di una tecnica affinata in decenni di attività.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Da tempo, il testimone dell'attività è passato nelle mani del figlio Gianluca, che ha saputo raccogliere l'eredità del padre senza disperderne l'essenza. Gianluca Aresu ha portato "La Piemontese" nel nuovo millennio, coniugando la maestria paterna con una comunicazione moderna.

Oggi, i processi di produzione e i segreti dell'arte dolciaria di famiglia viaggiano anche sui social network, dove Gianluca mostra quotidianamente il dietro le quinte delle sue creazioni. Ma oltre alla tecnica, è il "modo di essere" di Giuseppe — fatto di cortesia, umiltà e professionalità — a rivivere nel lavoro del figlio, garantendo che lo spirito del fondatore resti vivo tra i banconi e i profumi della pasticceria.

La notizia della scomparsa di Giuseppe Aresu ha suscitato profonda commozione tra i colleghi e i tantissimi clienti affezionati. Cagliari non perde solo un maestro dell'arte bianca, ma un pilastro di quel commercio di vicinato che ha saputo resistere al tempo grazie alla qualità e al rapporto umano.

 

 

@Redazione Sintony News