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28 Aprile 2026

La guerra in Iran svuota le tasche degli italiani: 1,7 miliardi di euro bruciati in soli due mesi

La voce di spesa più colpita è senza dubbio quella dei rifornimenti. In soli due mesi, gli italiani hanno sborsato 1,2 miliardi di euro in più rispetto al periodo precedente al conflitto

Il conflitto in Iran non è solo una crisi geopolitica lontana, ma una scure che si sta abbattendo con violenza sul bilancio delle famiglie italiane. In appena sessanta giorni dall’inizio delle ostilità, il conto presentato ai consumatori per bollette, carburante e mutui ha raggiunto la cifra astronomica di 1,7 miliardi di euro di rincari.

Secondo l'analisi condotta dal portale Facile.it, l'instabilità internazionale ha innescato un effetto domino che colpisce simultaneamente i costi energetici, il mercato creditizio e i trasporti.

La voce di spesa più colpita è senza dubbio quella dei rifornimenti. In soli due mesi, gli italiani hanno sborsato 1,2 miliardi di euro in più rispetto al periodo precedente al conflitto.

Diesel, da gennaio salgono le accise. Un pieno di gasolio da 50 litri  costerà 2,47 euro in più

Benzina: per un pieno da 50 litri la spesa è salita mediamente di 5 euro.

Diesel: l’impennata è ancora più drastica. Da una media di 85 euro a febbraio, si è passati ai 99 euro di marzo fino a toccare i 105 euro ad aprile.

Il peso del conflitto si riflette anche sulla logistica. Un camion che percorre una tratta di 3.000 chilometri spende oggi 1.544 euro di gasolio, ben 262 euro in più rispetto ai costi pre-guerra.

Anche il settore energetico registra scossoni significativi, pesando per circa 500 milioni di euro complessivi sulle forniture a prezzo indicizzato:

Gas: per una famiglia tipo (1.100 smc), la spesa per il bimestre marzo-aprile si attesta sui 263 euro, con un aggravio di 36 euro (+16%) dovuto esclusivamente alle tensioni di mercato.

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Luce: l’aumento è più contenuto ma comunque sensibile (+5%), portando la bolletta media a circa 110 euro per i consumi di marzo e aprile.

Nel complesso, tra luce e gas, chi ha contratti variabili nel mercato libero dovrà affrontare un esborso extra di circa 40 euro in soli due mesi.

Il conflitto ha influenzato anche i tassi di interesse. L'Euribor, l'indice di riferimento per i mutui a tasso variabile, ha subito un rialzo che oscilla tra i 15 e i 25 punti base. Per un finanziamento standard (126mila euro in 25 anni), si stima un aumento della rata di circa 5 euro ad aprile, seguito da un ulteriore ritocco di altri 5 euro a maggio. Sebbene la variazione mensile possa sembrare contenuta, essa rappresenta un ulteriore segnale di erosione del potere d'acquisto in un contesto già fortemente inflattivo.

 

@Redazione Sintony News