
A distanza di una settimana dal ritrovamento di dieci lupi senza vita - cinque nell’area di Alfedena e cinque in quella di Pescasseroli - la situazione nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise continua a peggiorare. Le attività di monitoraggio e controllo non si sono mai interrotte: il personale dell’ente, affiancato dai cani antiveleno e dai Carabinieri Forestali di Assergi, ha proseguito senza sosta perlustrazioni e rastrellamenti, sia per raccogliere elementi utili alle indagini sia per verificare l’eventuale presenza di altri esemplari deceduti.
Proprio queste operazioni hanno portato a nuove e preoccupanti scoperte. Nell’area di Pescasseroli sono stati rinvenuti altri tre lupi in una zona diversa rispetto ai precedenti ritrovamenti. Un ulteriore focolaio è stato individuato a Bisegna, dove sono stati trovati quattro lupi, tre volpi e una poiana. A Barrea, infine, è stato scoperto un altro esemplare.

Il quadro complessivo che emerge è estremamente grave. Sebbene in alcune aree non siano ancora stati individuati bocconi avvelenati o prove dirette che confermino l’uso di sostanze tossiche, la presenza simultanea di più specie morte negli stessi contesti rafforza in modo significativo l’ipotesi dell’avvelenamento. La situazione viene definita senza mezzi termini “drammatica”, sia per l’entità del fenomeno sia per il suo impatto sull’ecosistema.

Il Parco ribadisce con fermezza che nessuna motivazione può giustificare atti illegali o criminali di questo tipo. Parallelamente, si cerca di comprendere le possibili cause alla base di questi episodi. Viene riconosciuto che il conflitto tra attività umane e fauna selvatica è concreto: chi vive e lavora nelle aree rurali affronta quotidianamente difficoltà, costi e rischi reali. Allo stesso tempo, si sottolinea come nel mondo agricolo e zootecnico esistano molte realtà responsabili e consapevoli, che operano nel rispetto dell’ambiente e non devono essere associate a comportamenti opposti.
La convivenza tra uomo e natura, evidenzia il Parco, non è un concetto astratto, ma un equilibrio che si costruisce giorno dopo giorno. Richiede un impegno concreto nel bilanciare la tutela della biodiversità con le attività produttive legittime, attraverso strumenti di prevenzione, sistemi di indennizzo e un senso condiviso di diritti, doveri e responsabilità.
Letizia Demontis