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23 Aprile 2026

Giornata mondiale del libro: storia, significato e tradizioni di una celebrazione globale

Dal valore simbolico del 23 aprile fino all’usanza delle rose: perché questa ricorrenza unisce cultura e gesti simbolici

Il 23 aprile, si celebra in tutto il mondo una ricorrenza dedicata al valore della lettura e al ruolo fondamentale dei libri nella società. Si tratta della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, istituita nel 1996 su iniziativa dell’UNESCO con l’obiettivo di promuovere la lettura, sostenere l’editoria e tutelare la proprietà intellettuale attraverso il copyright. Quella attuale rappresenta la trentesima edizione di una celebrazione ormai consolidata a livello internazionale.

Il significato della data del 23 aprile

La scelta del 23 aprile non è casuale, ma legata a una coincidenza storica di grande rilievo per la letteratura mondiale. In questo stesso giorno, nel 1616, morirono tre figure di primo piano della cultura universale: il peruviano Garcilaso Inca de la Vega, lo spagnolo Miguel de Cervantes e l’inglese William Shakespeare.

Nel corso degli anni, la stessa data ha visto nascere importanti autori della scena letteraria internazionale, tra cui il francese Maurice Druon, il russo Vladimir Nabokov, il colombiano Manuel Mejía Vallejo e l’islandese Halldór Laxness, insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1955. Sempre il 23 aprile, ma nel 1981, si ricorda inoltre la scomparsa dello scrittore e giornalista catalano Josep Pla.

La tradizione delle rose

Questa ricorrenza è particolarmente sentita in Catalogna, dove coincide con la Diada de Sant Jordi, dedicata a San Giorgio. Nota anche come “Giornata dei libri e delle rose”, affonda le sue radici in una tradizione medievale secondo cui, in questa occasione, gli uomini donavano una rosa alla propria amata.

Con il tempo, tale usanza si è intrecciata con il mondo editoriale: oggi, infatti, in Catalogna i librai offrono una rosa per ogni volume acquistato, unendo simbolicamente amore e cultura.

L’iniziativa in Italia

Quest’anno, grazie all’impegno dell’Associazione Librai Italiani, la tradizione delle rose di Sant Jordi arriva anche in Italia, in particolare in Toscana. Nelle librerie aderenti della provincia di Firenze, a ogni libro acquistato viene donata una rosa.

Si tratta di un gesto semplice ma carico di significato: celebrare la lettura come forma di cura personale e collettiva. Attraverso questa iniziativa, i librai - custodi e promotori di cultura - intendono ribadire come la conoscenza rappresenti uno dei doni più preziosi, capace di arricchire non solo il singolo individuo, ma l’intera comunità.

 

 

 

 

 

Letizia Demontis