News

Attualità
22 Aprile 2026

Sant’Efisio, la festa simbolo della Sardegna rischia di perdere i carri con i buoi

Allarme sanitaria a pochi giorni dal 1° maggio. Le attuali restrizioni dovrebbero terminare il 30 aprile e, in assenza di nuovi contagi, il quadro sanitario potrebbe alleggerirsi consentendo nuovamente la movimentazione degli animali

La storica processione di Sant’Efisio, uno degli appuntamenti religiosi e identitari più sentiti della Sardegna e tra i più noti anche oltre i confini italiani, quest’anno potrebbe presentarsi senza uno dei suoi simboli più riconoscibili: i carri trainati dai buoi. A mettere in discussione la tradizione sono i focolai di dermatite nodulare contagiosa bovina registrati nel Sud-Est dell’Isola, con conseguenti restrizioni sanitarie che coinvolgono anche l’area metropolitana di Cagliari. Lo riferisce l’Ansa.

I casi accertati sono tre: due nel territorio di Muravera e uno a Villaputzu. Complessivamente risultano colpiti otto capi, sei dei quali morti. In seguito all’emergenza, è scattato il protocollo di sorveglianza veterinaria previsto per gli allevamenti situati nella fascia di contenimento compresa tra i 20 e i 50 chilometri dai focolai, un perimetro che include anche la zona del capoluogo.

 

Al momento non sarebbero state concesse deroghe da parte dei servizi veterinari regionali o della Asl, né sarebbero emerse soluzioni immediate per garantire la presenza delle coppie di buoi davanti ai 32 carri previsti per la processione e al cocchio del Santo guerriero martire.

Resta però aperto uno spiraglio. Le attuali restrizioni dovrebbero terminare il 30 aprile e, in assenza di nuovi contagi, il quadro sanitario potrebbe alleggerirsi consentendo nuovamente la movimentazione degli animali.

 

 

“Lo scioglimento del voto non è mai stato in discussione”, ha dichiarato all’Ansa Andrea Loi, presidente dell’Arciconfraternita del Gonfalone, ricordando come la celebrazione sia stata mantenuta anche nei momenti più drammatici della storia recente, dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale alla pandemia.La festa si farà comunque. Certamente dispiace per chi ha preparato i buoi con dedizione per mesi e per chi ha lavorato al restauro dei carri e del simulacro del Santo”.

 

Proprio il recupero dei carri processionali è stato completato grazie a un intervento della Fondazione di Sardegna, rendendo ancora più amaro il rischio di non poterli vedere sfilare nella loro forma tradizionale.

Cauto ottimismo arriva invece dal direttore artistico della 370ª edizione della festa, Ottavio Nieddu. Sempre all’Ansa ha spiegato che la scadenza delle restrizioni potrebbe riaprire la possibilità di utilizzare i buoi, ma ha sottolineato anche la necessità di tempi certi: per predisporre i carri servono infatti almeno dieci giorni di lavoro. Abbiamo già fornito l’elenco degli animali e nessuno proviene dalle zone interessate dai focolai”, ha precisato.

La decisione finale è attesa nelle prossime ore. Intanto Cagliari guarda al 1° maggio con il fiato sospeso: la festa di Sant’Efisio ci sarà, ma resta da capire se potrà conservare fino in fondo il volto della sua secolare tradizione.

 

 

 

@Redazione Sintony News