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21 Aprile 2026

Feste di laurea senza eccessi: al bando lanci di uova e fuochi d'artificio

L'obiettivo è dire addio ai festeggiamenti selvaggi per abbracciare decoro urbano e sostenibilità ambientale

"Festeggia la laurea, rispetta la città". È questo il mantra che sta trasformando il volto delle celebrazioni accademiche in tutta Italia. Da Padova a Bari, il tradizionale rito della proclamazione sta vivendo una vera e propria "rivoluzione gentile": l'obiettivo è dire addio ai festeggiamenti selvaggi per abbracciare decoro urbano e sostenibilità ambientale.

Le storiche piazze universitarie, da sempre teatro di goliardia sfrenata, si stanno blindando dietro un fittissimo reticolato di ordinanze comunali e regolamenti d'ateneo. Un’inchiesta de La Repubblica ha tracciato la mappa di questa stretta, rivelando come ogni città stia adottando il proprio "decalogo del buon laureato".

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A Venezia, dove centinaia di neodottori si riversano quotidianamente tra Piazza San Marco e Ca’ Foscari, la tolleranza è scesa a zero. Sono stati banditi fumogeni, trombette da stadio, bombolette spray e coriandoli di plastica. Anche i commercianti dell'area marciana hanno stilato un codice di condotta per proteggere monumenti, boutique e persino la tranquillità dei piccioni.

Lo slogan scelto è emblematico: "La gioia non ha bisogno di urlare". Niente più pavimentazioni settecentesche imbrattate da schiuma e farina; il brindisi deve essere "misurato" e gli scherzi goliardici contenuti entro i limiti del buon gusto.

Mentre il Nord punta sul decoro, il Sud accelera sulla sostenibilità. A Bari, Comune e Università stanno siglando un patto plastic-free: in Piazza Cesare Battisti sono stati avvistati persino agenti in borghese pronti a multare chi lancia coriandoli non biodegradabili.

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Ancora più originale la scelta del Politecnico di Torino, che ha deciso di sostituire i classici festoni con le bolle di sapone, distribuite in barattoli di bioplastica. L'ateneo piemontese promuove inoltre i "biscotti party", invitando i laureati a portare dolci fatti in casa per ridurre l'impatto dei rifiuti da imballaggio. La stretta non nasce da un intento punitivo, ma dalla necessità di tutelare il patrimonio artistico e l'ambiente. I costi di pulizia straordinaria dopo le "battaglie" a base di uova e farina gravano spesso sulle casse comunali e, di riflesso, sui cittadini.

 

@Redazione Sintony News