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18 Aprile 2026

Reperti archeologici trafugati tornano in Sardegna: restituzione dal traffico internazionale

Due importanti manufatti, recuperati a New York nell’ambito di un’operazione internazionale, sono stati consegnati al Museo Archeologico di Nuoro dai Carabinieri TPC

Due preziosi reperti archeologici, trafugati e successivamente messi all’asta a New York, sono stati recuperati e riportati in Sardegna grazie a un’operazione internazionale di contrasto al traffico illecito di beni culturali.

 

Il recupero e la consegna al Museo di Nuoro

I beni rientrano in un più ampio insieme di 129 reperti archeologici restituiti all’Italia dal District Attorney di New York, nell’ambito di una collaborazione internazionale finalizzata al recupero del patrimonio culturale sottratto.

La consegna ufficiale è avvenuta presso il Museo Archeologico di Nuoro, dove i manufatti sono stati affidati dal luogotenente Mauro Lai del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Cagliari, competente per l’intero territorio regionale. Alla cerimonia ha partecipato anche la direttrice regionale dei Musei nazionali della Sardegna, Melissa Ricetti.

 

Le caratteristiche dei reperti archeologici

Il primo reperto è una statuetta femminile preistorica in pietra, alta circa 35 centimetri, appartenente alla tipologia “cruciforme a placca intera”, tipica dell’ultima fase del Neolitico. Le sue dimensioni la rendono uno degli esemplari più grandi conosciuti. Nonostante la ricomposizione, l’opera risulta quasi integra, condizione piuttosto rara per questa categoria di manufatti.

Il secondo reperto è un bronzetto nuragico frammentario, di poco superiore agli 8 centimetri, raffigurante un arciere. L’arco è poggiato sulla spalla sinistra, mentre la mano destra - oggi mancante - era verosimilmente sollevata in segno di saluto. Il manufatto è databile tra la fine dell’età del Bronzo e l’inizio dell’età del Ferro.

 

L’assegnazione dei due beni al Museo Archeologico Nazionale di Nuoro è stata stabilita dal Tavolo di lavoro dedicato alla destinazione dei reperti rientrati in Italia e alla ricognizione dei materiali sequestrati nei musei e negli istituti della cultura statali.

Secondo il direttore del Museo, Antonio Cosseddu, la statuetta preistorica «per dimensioni e stato di conservazione si colloca tra i pezzi più rilevanti del patrimonio archeologico sardo», mentre il bronzetto dell’arciere, con lunghe trecce che ricadono sul petto protetto da una placca, richiama analogie sia nella produzione bronzea sia nella statuaria di Mont’e Prama.

 

 

 

Letizia Demontis