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16 Aprile 2026

Rivoluzione digitale: addio alle ricevute cartacee del Pos, l'estratto conto diventa prova legale

Con l’approvazione definitiva del Decreto PNRR da parte del Senato, la digitalizzazione dei pagamenti compie un passo decisivo: le ricevute cartacee emesse dai terminali Pos non sono più obbligatorie per fini fiscali e contabili

La "cartaccia" che puntualmente si accumula nei portafogli e negli archivi aziendali ha i giorni contati. Con l’approvazione definitiva del Decreto PNRR da parte del Senato, la digitalizzazione dei pagamenti compie un passo decisivo: le ricevute cartacee emesse dai terminali Pos non sono più obbligatorie per fini fiscali e contabili. Da oggi, per dimostrare un pagamento elettronico, sarà sufficiente l'estratto conto bancario.

Il provvedimento, su cui il Governo aveva posto la fiducia, è diventato ufficialmente legge, introducendo una semplificazione burocratica attesa da tempo da cittadini e imprese.

Detrazioni, da marzo non servirà la ricevuta del POS. E c'è un piano carta  zero - HDblog.it

Fino a ieri, le ricevute del Pos erano considerate scritture contabili a tutti gli effetti, con l'onere per i soggetti fiscali di conservarle per ben dieci anni. Una procedura macchinosa, spesso resa vana dalla qualità della carta termica che tende a sbiadire nel tempo.

L’articolo 8 del decreto riscrive le regole, stabilendo che le comunicazioni inviate dalle banche (anche in formato digitale tramite app o home banking) possono sostituire integralmente gli scontrini del terminale. La condizione è semplice: il documento bancario deve contenere tutte le informazioni essenziali dell'operazione, ovvero: importo della transazione; data e ora del pagamento; identificativi del mittente e del beneficiario.

Nonostante la semplificazione, restano fermi alcuni paletti previsti dal Codice Civile. Ecco i requisiti per far sì che il documento digitale abbia valore legale:

RICEVUTE POS FINALMENTE AL… MACERO - Piazza Pitagora

anche se il formato è digitale (PDF o schermata dell'app), il documento deve essere conservato per almeno 10 anni, in linea con l'articolo 2220 del codice civile.

L'estratto conto deve essere "parlante", ovvero deve permettere la riconciliazione immediata della spesa con l'operazione effettuata.

Per gli enti pubblici, il decreto prevede un ulteriore passo verso la trasparenza: i dati dei pagamenti già presenti nel portale "Soldi Pubblici" potranno essere gestiti tramite un semplice link nella sezione "Amministrazione Trasparente" dei siti istituzionali.

La misura punta a colpire due obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: la semplificazione amministrativa e la transizione ecologica. Ridurre la necessità di stampare e archiviare fisicamente milioni di ricevute termiche non riciclabili comporterà un risparmio significativo per gli esercenti e una gestione più fluida dei rimborsi spese e delle detrazioni fiscali per i cittadini.

Si tratta di un cambio di paradigma che spinge l'Italia verso un modello di contabilità "paperless", dove la tracciabilità bancaria diventa l'unico vero certificato di validità per le transazioni elettroniche, rendendo la vita più semplice a chi ha già abbandonato il contante a favore di carte e smartphone.

 

@Redazione Sintony News