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16 Aprile 2026

Dermatite bovina, dal Ministero nuovo stop di 15 giorni alla movimentazione dei capi

A inizio gennaio, dopo tanti mesi di vaccinazioni, restrizioni, difficoltà e polemiche, era arrivato il via libera arriva dal Ministero della Salute per movimentazione dei capi

L’incubo della Dermatite Nodulare Bovina (LSD) torna a colpire la Sardegna, interrompendo bruscamente quella libertà di movimento che il comparto zootecnico aveva riconquistato solo pochi mesi fa. Dopo la conferma del Centro Nazionale di Riferimento di Teramo, il Ministero della Salute ha disposto un blocco totale di 15 giorni per la movimentazione di tutti i capi bovini dell'Isola.

Il nuovo focolaio è stato individuato nel territorio di Muravera, nel Sarrabus, all'interno di un allevamento di 148 capi. Il bilancio iniziale è pesante: cinque animali infetti e quattro già deceduti a causa del virus.

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Per evitare che l'epidemia si diffonda con la stessa rapidità dell'estate 2025 (quando il virus comparve per la prima volta in Sardegna), le autorità sanitarie hanno attivato protocolli di massima sicurezza: l'intera mandria dell'allevamento sede del focolaio sarà abbattuta nei prossimi giorni.

Istituita un'area di massima restrizione nel raggio di 25 km dal punto del contagio.

Il monitoraggio e il blocco della movimentazione si estendono fino a 50 km di distanza.

La Regione ha inoltre avviato accertamenti a tappeto nelle aziende agricole limitrofe per verificare l'eventuale presenza di altri casi latenti e circoscrivere il contagio.

La Dermatite Nodulare Bovina è una malattia virale altamente contagiosa che colpisce esclusivamente i bovini. Non è trasmissibile all'uomo, ma i suoi effetti sull'economia rurale sono devastanti a causa della perdita di produttività e delle rigide limitazioni al commercio.

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L’Assessorato regionale della Sanità, guidato dalla necessità di un coordinamento immediato con il Ministero della Salute, ha convocato d’urgenza il Tavolo permanente sulla Dermatite Nodulare. Al tavolo tecnico partecipano tutti i soggetti operativi: dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale "G. Pegreffi" ai tecnici degli Assessorati all’Agricoltura, all’Ambiente e ai Trasporti.

L'obiettivo è duplice: gestire l'emergenza sanitaria e tutelare la sostenibilità economica di un settore già provato da mesi di restrizioni tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026.

Nonostante la gravità dell'evento, l'Assessorato assicura che "la situazione è sotto controllo". Il monitoraggio costante mira a prevenire una nuova escalation del virus, garantendo che le misure di contenimento vengano applicate con rigore scientifico.

Tuttavia, per gli allevatori sardi, il blocco di 15 giorni rappresenta un nuovo, durissimo colpo. Dopo il via libera ministeriale di gennaio, che sembrava aver chiuso la stagione delle polemiche e delle limitazioni, l'intero comparto si ritrova nuovamente con i trasporti fermi e l'incertezza sul futuro delle proprie stalle.

 

 

@Redazione Sintony News