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13 Aprile 2026

Farmacie private in rivolta: scatta lo sciopero nazionale di 24 ore

A Oristano è previsto un sit-in davanti alla sede regionale di Federfarma, mentre una delegazione isolana sarà presente alla manifestazione nazionale di Roma

Braccia incrociate per l'intera giornata di lunedì 13 aprile. Oltre 76mila dipendenti delle farmacie private italiane si fermeranno per uno sciopero nazionale di 24 ore, proclamato dai sindacati di categoria Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UILTuCS, con l'appoggio di Usi 1912 e Usu. Una mobilitazione massiccia che coinvolgerà non solo i farmacisti collaboratori, ma l'intero personale addetto alla vendita e ai servizi. A Oristano è previsto un sit-in davanti alla sede regionale di Federfarma, mentre una delegazione isolana sarà presente alla manifestazione nazionale di Roma.

La scintilla che ha portato alla rottura è il mancato rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), scaduto ormai dall'agosto 2024. Le sigle sindacali denunciano una situazione di stallo inaccettabile e giudicano le proposte economiche delle controparti datoriali del tutto distanti dalle reali necessità dei lavoratori.

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Le rivendicazioni principali. Richiesta di un adeguamento immediato delle buste paga al costo della vita per recuperare il potere d'acquisto perso negli ultimi due anni. Riconoscimento economico della crescente complessità professionale legata alla "farmacia dei servizi", che oggi offre analisi, vaccinazioni e screening. Migliori tutele per turni, orari, malattie e congedi di maternità.

Investimenti concreti per l'aggiornamento costante del personale, diventato a tutti gli effetti un presidio sanitario territoriale.

Nonostante l'astensione collettiva dal lavoro, il diritto alla salute resta tutelato. La Commissione di garanzia sugli scioperi ha imposto il rispetto di servizi minimi essenziali per evitare che la popolazione rimanga senza farmaci salvavita o prestazioni urgenti.

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Apertura garantita: Tutte le farmacie, incluse quelle di turno, devono restare aperte. Deve essere presente in sede almeno un terzo del personale solitamente impiegato. Sarà garantito almeno il 50% dei servizi normalmente erogati.

In rari casi di adesione totale del personale (100%), se il titolare non sarà in grado di gestire l'apertura da solo, la farmacia potrà chiudere previa comunicazione ufficiale al Sindaco e alle autorità sanitarie (ASL). In ogni caso, i cittadini dovrebbero già trovare affissi sulle vetrine i cartelli informativi, obbligatori da almeno cinque giorni prima dell'evento.

"Il settore è cambiato profondamente negli ultimi anni, diventando un pilastro fondamentale del Sistema Sanitario Nazionale, ma i lavoratori continuano a operare con contratti obsoleti", spiegano i sindacati in una nota congiunta. L'obiettivo della protesta è spingere verso una riorganizzazione del lavoro più moderna, che valorizzi le responsabilità crescenti assunte dietro il bancone durante e dopo l'emergenza sanitaria.

 

 

@Redazione Sintony News