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11 Aprile 2026

Il costo della dieta sana in Italia: variazioni stagionali e divari territoriali

Uno studio evidenzia differenze tra aree geografiche, età e genere: nei mesi più caldi la spesa può superare i 200 euro mensili

Il costo di un’alimentazione sana e sostenibile in Italia non è uniforme né nel tempo né sul territorio. Secondo una recente indagine, aumenta durante la primavera e l’estate - con l’unica eccezione dei bambini più piccoli - e presenta scarti significativi tra Nord e Sud, tra uomini e donne e tra diverse fasce d’età. La spesa mensile può superare i 200 euro. A rilevarlo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Quality & Quantity, firmato da Stefano Marchetti dell’Università di Pisa insieme a Ilaria Benedetti (Università della Tuscia), Haoran Yang (Università di Pisa) e Mathias Silva Vazquez (Università di Roma Tor Vergata).

 

Analisi dei costi per fasce d’età e stagioni
La ricerca, come spiegato dagli autori, ha esaminato il prezzo di panieri alimentari salutari e sostenibili, ispirati alla dieta mediterranea, suddivisi in cinque categorie: uomini adulti, donne adulte, adolescenti, bambini piccoli e anziani. L’indagine ha coperto il periodo tra agosto 2021 e marzo 2024 e si è basata su 326.721 rilevazioni relative ai prezzi di 167 prodotti alimentari distribuiti in 107 province italiane. I dati provengono dall’Osservatorio Prezzi e Tariffe del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Dall’analisi emerge che il paniere destinato agli uomini adulti risulta il più oneroso, superando stabilmente i 200 euro mensili nei mesi primaverili ed estivi, mentre in autunno e in inverno si attesta intorno ai 150-160 euro. Per le donne adulte, la spesa media varia da circa 175 a 208 euro nella stagione calda e da circa 130 a 156 euro nei mesi più freddi. Gli anziani si collocano in una fascia intermedia: i costi crescono progressivamente fino a circa 160-170 euro durante l’estate e si aggirano attorno ai 120 euro nel periodo invernale. Per queste tre categorie, l’aumento complessivo nel triennio analizzato si aggira intorno al 20%.

Differenze territoriali e implicazioni sociali
Oltre alle variazioni legate a età e genere, lo studio evidenzia anche un marcato divario geografico. I prezzi risultano infatti più elevati nelle province settentrionali rispetto a quelle meridionali. Secondo Marchetti, una possibile spiegazione risiede nella minore diffusione della grande distribuzione organizzata in alcune aree del Sud, dove una concorrenza meno intensa e minori economie di scala incidono sui livelli di prezzo disponibili.

Nel complesso, la ricerca sottolinea l’importanza di strumenti di monitoraggio e di politiche mirate a sostenere le fasce più vulnerabili. L’accessibilità economica di un’alimentazione equilibrata non è omogenea né nel tempo né nello spazio: in generale, la spesa cresce con l’età e con il fabbisogno calorico, mentre l’andamento stagionale mostra costi più elevati nei mesi primaverili ed estivi per quasi tutte le categorie, ad eccezione dei bambini più piccoli, come ha concluso Marchetti.

 

 

 

 

 

Letizia Demontis