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9 Aprile 2026

Italia, il Paese dei centenari: si vive più a lungo, ma la sfida è la qualità della salute

Dal 1990 a oggi, il guadagno è stato impressionante: gli uomini vivono in media 8 anni in più (81,5), mentre le donne hanno allungato la loro prospettiva di 6,5 anni, arrivando a una media di 85,6

L’Italia si conferma una delle "blue zone" del pianeta. Con una speranza di vita alla nascita che ha raggiunto gli 83,4 anni, il Belpaese consolida il suo primato globale di longevità. È quanto emerge dal recente report Istat "La salute: una conquista da difendere", una fotografia dettagliata che ripercorre oltre un secolo di progressi sanitari, pur evidenziando le nuove ombre che gravano sull'invecchiamento della popolazione.

Dal 1990 a oggi, il guadagno è stato impressionante: gli uomini vivono in media 8 anni in più (81,5), mentre le donne hanno allungato la loro prospettiva di 6,5 anni, arrivando a una media di 85,6.

Boom di centenari in Italia, cresce la popolazione longeva - Benessere  Economico

Il segreto di questa vita lunga affonda le radici in un processo storico di trasformazione sociale e medica.

Il crollo della mortalità infantile: nell’Ottocento, 230 neonati su mille non superavano il primo anno di vita; oggi il dato è sceso al 2,7 su mille, tra i più bassi al mondo.

I pilastri del benessere: migliore alimentazione, igiene pubblica, vaccini e progressi farmacologici sono stati i motori del cambiamento.

Il ruolo del SSN: l'istituzione del sistema sanitario universale nel 1978 ha agito da acceleratore, garantendo un accesso equo alle cure che ha consolidato i guadagni di longevità.

Istat, Italia paese più longevo d'Europa: record di ultracentenari - Fare  Italia

Vivere più a lungo non significa necessariamente vivere in salute. L'invecchiamento ha portato con sé l'esplosione delle patologie cronico-degenerative. Se a fine Ottocento i tumori causavano solo il 2-3% dei decessi, oggi rappresentano il 26,3%. Le malattie cardiovascolari sono invece diventate la prima causa di morte, passando dal 6-8% di inizio secolo al 30% attuale.

La vera sfida del futuro si chiama multimorbilità: oggi in Italia circa 13 milioni di persone convivono con due o più patologie simultanee. Diabete e ipertensione sono in aumento non solo per l'età, ma anche per stili di vita scorretti, bilanciati fortunatamente da diagnosi sempre più precoci.

Nonostante le malattie, gli italiani si sentono "meno malati" rispetto al passato. Un dato sorprendente rivela che la quota di persone che si dichiara in cattiva salute è scesa dall'8% del 1995 al 5,5% del 2025.

Il Giornale dei Comuni

I miglioramenti più netti si registrano proprio nelle fasce d'età più avanzate. Donne over 85: la percezione di stare "molto male" si è dimezzata in trent'anni, passando dal 56% al 28%.

Uomini over 85: il crollo della percezione negativa è ancora più marcato, scendendo dal 39,5% al 17,2%.

Tuttavia, la longevità non è uguale per tutti. Esiste una profonda spaccatura geografica che vede le Marche come capofila del benessere (con un'età mediana alla morte oltre gli 86 anni) e la Campania sul fondo della classifica (sotto gli 82 anni). Una differenza di quattro anni che riflette disparità socio-economiche e stili di vita che la sanità del futuro dovrà cercare di colmare.

 

@Redazione Sintony News