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3 Aprile 2026

Vietato utilizzare il termine “artigianale” senza avere i requisiti

Vittoria di Confartigianato: dal 7 aprile stop ai finti artigiani. Giacomo Meloni (Confartigianato Sardegna): “La nuova legge segna la fine della concorrenza sleale: vince l’autentica eccellenza dell’artigianato made in Sardegna e made in Italy”

Dal prossimo 7 aprile i termini “artigianato” e “artigianale” non potranno più essere usati con leggerezza o, peggio, in modo ingannevole. Per questo utilizzare i due termini senza essere veramente una impresa artigiana potrà costare caro: fino all’1% del fatturato, con una multa minima di 25.000 euro per singola infrazione.

Lo stabilisce la Legge annuale PMI, attraverso l’articolo 16 della Legge 34 dell’11 marzo 2026, in vigore appunto dal prossimo martedì, che introduce una stretta sull’uso delle denominazioni “artigianato” e “artigianale”.

Per questo l’utilizzo sarà riservato esclusivamente alle imprese artigiane iscritte all’Albo e in possesso della qualifica artigiana ai sensi della legge vigente.

Questa è una battaglia vinta con determinazione da Confartigianato - afferma Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Sardegna - e segna la fine della concorrenza sleale: vince l’autentica eccellenza dell’artigianato made in Sardegna e made in Italy”. Si tratta di un provvedimento fondamentale per contrastare forme di concorrenza non corrette, restituire valore al lavoro artigiano e tutelare i consumatori - aggiunge Meloni - un segnale di attenzione verso un sistema produttivo fondamentale a livello nazionale e regionale. La norma, infatti, colma una lacuna normativa, un clamoroso vuoto normativo storico, che per decenni ha generato incertezza sul mercato”.

Il provvedimento riconosce anche il valore autentico dei prodotti artigiani e tutela i consumatori che avranno la certezza legale che ciò che acquistano come “artigiano” sia effettivamente frutto del lavoro, dell’ingegno e della passione dei piccoli imprenditori.

Come Associazione che rappresenta, tutela e valorizza le imprese artigiane in tutto il territorio regionale e nazionale - conclude Meloni - siamo a disposizione di tutte le attività che avessero bisogno di chiarimenti e sostegno per adeguarsi alle nuove indicazioni di legge”.

La novità ha una portata rivoluzionaria per i settori simbolo della manifattura italiana come, ad esempio, l’alimentare, la moda, l’artigianato artistico e tradizionale. In sostanza, si chiude l’era dei “furbetti” che utilizzano il prestigio del termine “artigianato” senza averne titolo. Si applica a diversi settori, dall’agroalimentare alla moda fino alla somministrazione ma anche alle imprese edili o di somministrazione. Anche attività che producono direttamente, come un bar che realizza gelato, non potranno più utilizzare la definizione “artigianale” in assenza dei requisiti previsti.

In Sardegna il settore artigiano rappresenta una componente fondamentale del sistema economico locale, con 34.000 imprese e quasi 100.000 addetti.

La nuova disciplina punta a rendere più chiara la distinzione tra produzioni realmente artigiane e altre forme di offerta, rafforzando le condizioni di concorrenza leale e la possibilità per i consumatori di orientare consapevolmente le proprie scelte.

Per garantire che la legge non resti lettera morta, il legislatore ha introdotto un regime sanzionatorio estremamente severo, pensato per scoraggiare qualsiasi tentativo di abuso. Per ogni violazione commessa nell’uso improprio della denominazione, è prevista una sanzione minima di 25.000 euro.

 

 

@Redazione Sintony News