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3 Aprile 2026

Piantedosi al lavoro al Viminale, dà mandato a un legale

Al centro del ciclone, l’intervista della giornalista Claudia Conte che, non smentendo una presunta relazione con il Ministro, ha innescato un cortocircuito tra vita privata e incarichi pubblici

Il Ministero dell’Interno si blinda. In quella che è stata definita una delle giornate più critiche per il titolare del Viminale, Matteo Piantedosi ha scelto la linea del silenzio operativo e della controffensiva giudiziaria. Al centro del ciclone, l’intervista della giornalista Claudia Conte che, non smentendo una presunta relazione con il Ministro, ha innescato un cortocircuito tra vita privata e incarichi pubblici.

Mentre gli uffici del Viminale si trincerano dietro un rigoroso "no comment", Piantedosi ha già dato mandato alla sua legale per tutelare la propria onorabilità nelle sedi competenti. Il cuore della sua difesa è netto: nessuna agevolazione, nessun favore e nessun incarico professionale sarebbe mai stato concesso in virtù di legami personali.

Intervista al ministro Piantedosi: «Il Ddl sicurezza va approvato presto. Il  Viminale? Non lascio»

Anche la giornalista coinvolta ha optato per una strategia di basso profilo mediatico. Disertata la presentazione della "Fiaccola di Pace" a Palazzo Valentini, Conte ha affidato all'Ansa una breve nota per rivendicare un decennio di competenze professionali.

Sui social, invece, ha preferito spostare l'attenzione sui temi del sociale, pubblicando un video dalla sede di PizzAut a Monza in occasione della Giornata Mondiale dell'Autismo, invitando a trasformare la sensibilizzazione in gesti concreti.

Il nodo politico, però, non riguarda il gossip, ma la natura di alcune collaborazioni della giornalista. Le opposizioni puntano il dito contro: una consulenza a titolo gratuito presso la Commissione parlamentare d'inchiesta sulle periferie, e una docenza assegnata presso l'Alta Scuola di Formazione della Polizia di Stato.

Angelo Bonelli (AVS) ha già depositato un'interrogazione alla Premier Meloni per chiarire i criteri di tali nomine, mentre la segretaria del PD Elly Schlein non esclude la richiesta di dimissioni. Dal M5S, Giuseppe Conte parla apertamente di "fuoco amico" interno alla maggioranza, suggerendo che lo scandalo possa essere stato alimentato da alleati di governo.

Il Ministro Piantedosi al question time alla Camera dei Deputati |  Ministero dell'Interno

Le interpretazioni politiche si sprecano. Se Matteo Renzi vede nel caso un regolamento di conti post-referendario, Riccardo Magi (+Europa) denuncia un vero e proprio "trappolone" orchestrato dal principale partito di maggioranza per destabilizzare il Ministro.

Sullo sfondo, l'ipotesi che sta agitando i palazzi romani: lo scandalo potrebbe essere il grimaldello per un rimpasto di governo che vedrebbe il ritorno di Matteo Salvini alla guida del Viminale.

A fare scudo attorno a Piantedosi sono intervenute Sara Kelany (FdI) e Matilde Siracusano (FI), definendo l'intera vicenda uno "sciacallaggio mediatico" volto a colpire un servitore dello Stato dalla comprovata professionalità. Per ora, il Ministro resta al suo posto, ma la pressione delle prossime ore sarà decisiva per capire la tenuta dell'esecutivo su questo fronte.

 

 

@Redazione Sintony News