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30 Marzo 2026

E' tornata l'ora legale, come affrontare i piccoli disturbi da jet lag

Diversi studi scientifici hanno dimostrato che nei giorni successivi al passaggio all’ora legale si osservano effetti misurabili sulla salute umana e sulla sicurezza

Nella notte tra sabato e domenica, l'Italia ha compiuto il consueto balzo in avanti di sessanta minuti. Con il ritorno dell’ora legale, le giornate si allungano visibilmente, regalandoci un’ora di luce naturale in più verso sera, un cambiamento che ci accompagnerà per tutta la bella stagione fino al prossimo 25 ottobre, quando le lancette torneranno sui propri passi per ripristinare l'ora solare.

Mentre smartphone, computer e dispositivi connessi alla rete hanno gestito il passaggio in totale autonomia, per gli orologi analogici e i timer degli elettrodomestici è stato necessario il classico intervento manuale.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

L'intuizione originale risale al 1784 e porta la firma di Benjamin Franklin, che suggerì di anticipare la sveglia per risparmiare sulle candele. Tuttavia, l'idea divenne realtà solo durante la Grande Guerra (1916), quando la Germania e altri Paesi la adottarono per razionare il carbone. In Italia, dopo varie fasi, l'ora legale è diventata definitiva nel 1966.

Dal 2001, il calendario è coordinato a livello europeo: il cambio avviene sempre alle 2:00 del mattino (ora italiana) dell'ultima domenica di marzo. Una scelta non casuale, ma studiata per ridurre al minimo l'impatto su trasporti ferroviari e aerei, che in quella fascia oraria sono ridotti al minimo.

Ora legale 2026, scatta il cambio: quando spostare le lancette

Nonostante il dibattito sulla sua effettiva utilità sia sempre aperto, i dati forniti da Terna confermano benefici economici e ambientali tangibili. Nel 2025, i sette mesi di ora legale hanno permesso al sistema elettrico italiano di risparmiare 310 milioni di kWh, l'equivalente del consumo annuo di circa 120 mila famiglie.

Risparmio economico: oltre 90 milioni di euro.

Impatto ambientale: taglio di circa 145 mila tonnellate di emissioni di CO2.

Se le casse dello Stato sorridono, l'organismo umano accusa il colpo. Gli scienziati parlano di un vero e proprio "jet-lag sociale" causato dalla rottura del ritmo circadiano, l'orologio interno sincronizzato sulla luce solare.

Secondo diversi studi, nei giorni immediatamente successivi al cambio dell'ora si registra un picco di eventi critici: aumento del 3-4% degli infarti miocardici acuti.

Infarto miocardico acuto non diagnosticato in Pronto Soccorso - Iuremed  Academy

Crescita degli infortuni sul lavoro (+5-6%) e degli incidenti stradali, dovuti al calo dell'attenzione per la carenza di sonno.

"Ci svegliamo quando per il nostro orologio biologico sarebbe un'ora prima", spiega la Dr.ssa Cristina Tomasi, specialista in medicina interna. Questo sfasamento aumenta gli ormoni dello stress e altera l'equilibrio metabolico.

Per mitigare gli effetti negativi e riabituare il corpo alla nuova routine, gli esperti suggeriscono alcuni accorgimenti pratici. Uscire all'aperto nella prima ora dopo il risveglio per stabilizzare il ritmo circadiano, nei giorni successivi al cambio, evitare schermi (smartphone e PC) la sera per non inibire la melatonina. Ridurre caffeina e tè nel pomeriggio per facilitare l'addormentamento, mantenere orari fissi per i pasti, aiutando il metabolismo a sincronizzarsi, se possibile, anticipare la nanna di 15 minuti nei giorni di transizione.

 

@Redazione Sintony News